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Inverno, escursioni responsabili in montagna!

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Può sembrare strano ma questo periodo invernale può essere molto propizio per le escursioni in Natura. Ilfascino del paesaggio ammantato di neve, le giornate che si allungano, il clima “più mite in quota che nei fondovalle e nelle pianure” (il sole è presente più a lungo in quota), sono alcune delle leve su cui agire pervincere la pigrizia di queste settimane e farci percorrere begli itinerari in montagna.

Lappland (in Finland), FinlandAlcuni suggerimenti per vivere al meglio queste esperienze:

• adottiamo un classico abbigliamento a “cipolla“, ossia vestiamoci a strati per fare fronte ai cambiamenti di temperatura che si susseguono spesso nella giornata. In inverno può avere conseguenze particolarmente gravose per la salute un colpo di freddo improvviso su un fisico accaldato-

• Cerchiamo di avere un’idea chiara del territorio in cui ci muoviamo. Portiamo con noi la classica cartina escursionistica 1:50.000, va ancora benissimo facile da trovare facile da utilizzare per avere sempre un’idea di a quale punto del nostro itinerario ci troviamo.

• Previsioni del tempo. Oramai sono decisamente accurate e affidabili quelle a 24-48 ore. Il venerdì pomeriggio consultiamo quindi i bollettini ARPAregionali e entriamo nell’ordine di idee anche dirinunciare alla nostra gita se le condizioni del tempo sono critiche. Parallelamente si può anche decidere di fare un’escursione anche quando sono previste nevicate…l’idea è affascinante, certo. Basta esserne consapevoli ed attrezzarsi di conseguenza.

• Utilizziamo scarponi impermeabili e possibilmente comodi (in molti patiscono le calzature e subiscono il fastidio di pressioni e vesciche…in questo caso i cerotti gommosi acquistabili in farmacia son veramente ottimi..).

• NON dimenticare di utilizzare le ghette, piedi bagnati non son piedi fortunati….!

Blog_freuli_Engadina-M.Cabrini• Telefoniamo ai rifugi o agli alberghi nella zona in cui intendiamo andare per conoscere la situazione degliitinerari invernali: se battuti e quindi “percorribili” anche solo con gli scarponi o se siano da percorrere conle ciaspole ai piedi. (nel caso, è ormai spesso possibile noleggiarle nei principali negozi di sport sia in loco, che in città)

• Con le ciaspole è possibile percorrere alcune parti degli itinerari sci-alpinistici o degli itinerari non corrispondenti a sentieri segnati. Facciamo attenzione a non confonderci seguendo tracce di itinerari troppo complessi per noi, o di non confonderci nel percorso di rientro fra tracce di passaggi diversi.

• Il secondo rischio con le ciaspole è quello di addentrarsi in zone della montagna dove la tenuta della neve è precaria. L’escursionista medio può non essere in grado di percepire il pericolo. L’attraversamento di un canalone, ad esempio, può diventare micidiale per via della pendenza e del rischio della instabilità della coltre nevosa.

Tracks of mouse in snow, Gran Paradiso National Park, Italy In montagna è buona norma andare con delle buone conoscenze di base sulla sicurezza. Può capitare infatti di dovere intervenire per risolvere criticità capitate ad altri escursionisti. Per fare un esempio in caso di slavina (o peggio, valanga) si hapochissimo tempo a disposizione (circa 15 minuti) per potere soccorrere gli eventuali travolti. E’ il caso quindi diessere a conoscenza di come intervenire se siamo testimoni di un incidente e di come chiamare i soccorsi (prossimamente su questo blog approfondiremo l’argomento, in ogni caso il soccorso alpino risponde al 118 numero di emergenza nazionale).

• Quindi: tanto più si ha gusto e desiderio di uscire dai tracciati, tanto più è necessario avere delle conoscenze approfondite sulla sicurezza. La neve appiattisce il territorio e nasconde i rischi, l’inverno “mischia le carte”!

• Argomento fondamentale come “WWF”: siamo consapevoli che possiamo rappresentare un grosso elemento di disturbo in un territorio inviolato, in particolare nei confronti della fauna che sta vivendo il periodo più critico dell’anno (anche in questo caso, prossimamente su questo blog approfondiremo l’argomento). .

• Cosa c’è di più bello di una coltre nevosa immacolata? Camminare nella neve non battuta è faticoso ma…gustoso (è come se fossimo degli esploratori che si addentrano su un terreno sconosciuto). Anche l’occhio vuole però la sua parte. Evitiamo quindi, nei limiti del possibile, di lasciare troppe tracce su un territorio innevato, e cerchiamo di percorrere le tracce altrui. Così, anche quelli che verranno dopo di noi, potranno godere della coltre bianca non rovinata dal passaggio degli escursionisti o al massimo “disegnata” da linee curve morbide e armoniose!

• La nostra presenza può rappresentare un valido contributo all’economia alpina anche in gesti apparentemente minimi ma di grande valenza di relazione col luogo e la sue gente. Acquistiamo quindi  pane, salumi formaggi per le nostre escursioni nei negozietti dei paesi anziché dagli scaffali dei centri commerciali e supermercati della nostra città. Pic nic fresco e gustoso a chilometro 0 nelle nostre escursioni! Frequentiamo con piacere i rifugi, assaggiamo i loro manicaretti d’alta quota…. (beh, da WWF scegliamo polenta col formaggio piuttosto che la selvaggina, ovvio….), non pretendiamo lo speck in Valle d’Aosta e la mocetta in Alto Adige… anzi, stimoliamo gli stessi gestori a comprendere il valore della qualità e dell’attenzione alle produzioni locali. Chiediamo noi per primi quindi di consumare salumi, formaggi, bevande e quant’altro a km 0. La presenza degli escursionisti in una determinata area può contribuire anche a valorizzare il territorio nei confronti delle comunità che lo abitano e che non percepiscono più, magari, la bellezza e la ricchezza dell’ambiente in cui vivono da anni e il valore delle proprie tradizioni!

Avete dei vostri suggerimenti? Aspettiamo consigli anche da voi!

Credits foto: dall’alto in basso Kristna Sormunen/WWF Canon, M. Cabrini, Wild Wonders of Europe/Erlend Haarberg/WWF

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Scritto da Elisabetta Freuli

Quel che si dice un'anima divisa in due: montagna e mare, ghiaccio e sole, ascensioni e immersioni. Trova il suo equilibrio nel senso del viaggio e nella passione per il paesaggio, naturale e umano. Di formazione naturalista-geomorfologa, da 14 anni per il WWF prepara le vostre vacanze, soprattutto quelle dedicate a bambini e ragazzi... splendido mestiere!

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