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Andare in escursione, gli 8 fattori antistress quando viaggiamo sui nostri piedi

Abbiamo già visto nella prima parte di “Andare in escursione” come prepararci ad un escursione e come il nostro approccio sia fondamentale. Quando viaggiamo all’aperto e il mezzo di trasporto sono le nostre gambe e i nostri piedi infatti, oltre a vivere un momento di condivisione con i nostri compagni di viaggio e con l’ambiente che ci circonda, ci sono una serie di codici comportamentali (più o meno scritti) da seguire.

Sappiamo quanto la città sia una grande fonte di stress, con i suoi ritmi indiavolati e quel sottofondo di rumore quasi costante che ormai non notiamo neanche perchè siamo assuefatti. Nel momento del nostro viaggio, del nostro spostarci, subentrano tutta una serie di fattori che dobbiamo tenere in considerazione per rendere l’esperienza ancora più entusiasmante, appagante, rilassante. L’escursionismo è sinonimo di relax per tutti i motivi che leggerete in questo post. Provare per credere…

1 – Lo stress e il tempo

Una delle facce dello stress è la mancanza di tempo. Fare escursionismo significa tornare padroni del tempo. Programmare un’intera giornata a disposizione solo per la gita crea le condizioni giuste per ridurre i compiti da svolgere, elimina una serie di rituali che si svolgono ad ore precise. L’escursione, una volta iniziata, consente di fare a meno dell’orologio: puoi fermarti a mangiare o bere quando hai fame, puoi scattare una foto quando t’imbatti nel soggetto giusto, puoi riposarti quando sei stanco. Se qualcuno del gruppo va più piano perché ha meno energie, oppure è a te che va di andare con calma e l’escursione dura un’ora di più non succede niente, proprio niente: tutto va ugualmente bene.

 2 – La velocità

Nessun mezzo di locomozione è più lento delle nostre gambe. La tecnica ci ha regalato via via mezzi di locomozione più rapidi, di cui possiamo approfittare – stando praticamente immobili – per spostarci a grandi distanze a velocità sempre crescenti. Ci spostiamo rimanendo FERMI! La fretta impedisce di vedere, ascoltare, pensare, gustare e quindi conoscere, sapere, creare. Camminare senza altro scopo che quello di raggiungere una meta (e una sola) genera un rilassante senso di fiducia, producendo una forza tranquilla. Chi va piano va sano e va lontano dice un altro proverbio!

 3 – Il rumore

Nella civiltà del lavoro e dei centri abitati non esiste il suono, ma un insieme di suoni: il rumore, altra fonte di inquinamento del nostro sistema nervoso. Camminare in un bosco (sul sentiero sassoso, sull’erba, in mezzo alle foglie dell’autunno), lungo le rive di un torrente o su una traccia di neve ci espone a suoni semplici, prevedibili e previsti, che non impegnano il nostro udito in un estenuante sforzo di riconoscimento.

I suoni della natura sono il segnale indelebile della nostra vita trascorsa per millenni all’aperto, per questo li percepiamo come piacevoli.

 4 – Lo spazio

L’ambiente abitato dall’uomo, le città specialmente, è affollato. E’ uno spazio stretto che coagula una grande quantità di persone e oggetti a strettissimo contatto. Camminare all’aperto, lungo la riva del mare o su un ripido sentiero di montagna, ci libera dal senso di soffocamento offrendoci i più larghi orizzonti. Tutti i nuovi escursionisti all’inizio si meravigliano del fatto che sul sentiero ci si saluta cordialmente tra sconosciuti. Ma subito capiscono che è normale e piano piano diventa anche una loro necessità.

 5 – La luce

L’ambiente urbano è il luogo che, per la sua stessa struttura, fraziona e limita la luce. I palazzi alti, le strade strette rendono più buie le città. La gran parte delle ore trascorse in luoghi di lavoro o tra le mura domestiche riduce ancora più la quota di luce a cui ci esponiamo. Anche noi, come le piante, abbiamo bisogno di luce. Camminare all’aria aperta sotto il grande cielo è un bagno di luce rigeneratore, energizzante, più di qualunque “ricostituente” plurivitaminico.

 6 – I colori

I colori della città e dei luoghi di lavoro sono grigi, scuri, privi di vita. Fuori, nel mondo all’aperto, i colori delle stagioni sono luminosi, brillanti, limpidi. Perfino il grigio delle nuvole piene di pioggia ha più colore della strada principale di una città.

 7 – I ritmi

Chiusi nelle nostre case, addomesticati dalle tv, abbiamo perso il senso dei nostri ritmi biologici. Camminare all’aperto stanca, e questo fa bene: è una stanchezza salutare. Una bella camminata concilia un sonno profondo e riposante. Solo la stanchezza fisica ci permette di riconoscere il piacere del riposo. Il mattino dopo ci si sveglia rilassati e con la voglia di fare.

 8 – Gli altri

Fare escursionismo non significa fuggire gli altri: le persone hanno bisogno delle altre persone, e pochissimi sono quelli che se ne vanno in giro per sentieri e montagne in piena solitudine. Si va sempre in compagnia di qualcuno: familiari, amici, qualcuno con cui parlare, con cui condividere esperienze, timori, avventure, con cui spartirsi il freddo, la fame, la stanchezza ma anche la luce, i colori, i suoni, le emozioni.

Fare escursionismo significa anche esplorare gli altri, con calma, a fondo, e farsi esplorare nostra volta. Significa dare valore agli uomini, alle persone, agli uguali anche nella loro apparente diversità. Ecco perché nascono i Gruppi Escursionistici.

 Fate parte di qualche gruppo? Raccontateci la vostra esperienza!

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Scritto da Stefano Spinetti

Esperto escursionista, fautore del turismo a piedi, attualmente presidente nazionale dell'AIGAE, l'Associazione Italiana della Guide Ambientali Escursionistiche. Guida professionista, conduce viaggi e trekking itineranti da molti anni in diversi paesi del mondo. Appassionato di viaggi e innamorato della natura Stefano si dedica inoltre con passione all'insegnamento di materie legate al turismo sostenibile. E' fondatore di Four Season Natura e Cultura.

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