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Cicloturismo: gli itinerari più belli d’Italia: Salento!

Il Salento rappresenta probabilmente l’ incarnazione del “Bello” di un territorio italiano, in particolare per la presenza di tantissimi dei punti di forza che caratterizzano il nostro Paese come, ad esempio, la bellezza del paesaggio e della natura, la bontà dei prodotti locali, la storia millenaria, la cultura e le tradizioni uniche, la cordialissima gente ( termini messi in ordine sparso e non di importanza!).


bicicostalowViverlo in bicicletta, in modo “slow”, è quindi il modo migliore per assaporare, chilometro dopo chilometro, ogni componete di questa straordinaria Terra e per entrare nella intimità del territorio salentino e, di riflesso, nell’intimità della storia italiana. Dolmen, luoghi di culto bizantini, chiese e cattedrali barocche in cui ci si imbatte lungo il percorso, sono alcune delle numerose e visibili vistose tracce lasciate dalle civiltà che si sono succedute, dai Messapi ai Greci, dai Romani ai Normanni. Detto in altre parole, pedalare nel Salento è come pedalare in un museo a cielo aperto!
A tutto ciò si aggiunge un’emozione dettata dalla geografia del Salento: siamo nel tacco dello Stivale italico e a Punta Palacia, sotto Otranto, l’Adriatico e lo Ionio si uniscono e si fondono e i Balcani sono appena dietro l’orizzonte!
La bici è il mezzo ideale per percorrere il Salento per una serie di caratteristiche del suo territorio: è quasi completamente pianeggiante (a parte il tratto costiero da Leuca a Gallipoli, che si presenta ondulato ma comunque senza grosse difficoltà); lungo la strada è possibile fare continuamente deviazioni dalla costa all’interno e viceversa, sempre molto interessanti. Percorrere il Salento su 4 ruote, vuol dire perdersi molti particolari, primo tra tutto l’intenso odore della macchia mediterranea!

Consigli di viaggio nel Salentopescatorilow
Un itinerario in bici Salento in bici presenta alcuni punti fermi:
• la partenza e l’ arrivo nella città di Lecce, facilmente raggiungibile con il treno.
• Il percorso da fare  in senso antiorario, in modo da avere il mare alla propria destra. E’ così possibile assaporarlo dal vivo, senza l’ostacolo di una corsia (magari trafficata).
• Alcune le tappe “obbligatorie“: Lecce/Gallipoli/Leuca/Otranto/Lecce. Fatto in questo modo sono poco più di 200 chilometri lungo la costa, da percorrere in minimo 4 giorni. Non ha senso “bersi” il Salento in meno giorni, finiresti il giro con la voglia immediata di tornarci nuovamente, con la sensazione di essersi perso qualcosa!
• Vuoi essere un ciclista furbo? Goditi il Salento nel “fuori stagione“, dalla primavera a metà giugno e da settembre in avanti (è un periodo favoloso) e lascialo ai “turisti” nei mesi caldi estivi.


otrantolwCosa mi è piaciuto
:
• Praticamente tutto, è veramente difficile in questo viaggio trovare qualcosa che manchi: paesaggi, natura, persone, prodotti locali, buona (anzi, ottima) cucina, cultura, architettura. Viene quasi da dire: è l’itinerario perfetto e alla portata di tutti!
• Percorrerlo fuori stagione (dal 29 maggio al 1 giugno) . E’ stato impressionante pedalare lungo la costa occidentale, quella sotto Gallipoli, e imbattersi per chilometri in pochissime automobili, attraversando paesi “fantasma” senza un anima viva, a parte alcuni persone che iniziavano a predisporre case e esercizi pubblici per la stagione estiva turistica. Pedalando, cercavo di immaginarmi il delirio di gente e di auto da lì a qualche settimana.
• La gente sempre molto cordiale e simpatica pronta a condividere storie e racconti, prodiga di informazioni.
• Il cibo (ovviamente). Praticamente a km 0 dovunque o quasi (vedi aspetti negativi). La cucina salentina è fortissima su tutti e tre fronti: vegetariano, pesce e carne. A voi la scelta!
• La possibilità di interpretare il territorio salentino sotto diversi punti di vista: paesaggio, storia, cultura, prodotti locali etc. E’ un’area estremamente stimolante; ce n’è per tutti!
• Non perdetevi a Leuca una gita in barca per visitare le grotte sul mare.
• La possibilità di fare continue soste e disgressioni sempre molto interessanti e gustose a seconda dell’interesse e dell’umore.
• L’interno del Salento, estremamente affascinante e di una bellezza pari alla costa. Tra l’altro è percorso da un esteso reticolo di strade poco trafficate.
• Punta Palacia dove ufficialmente Adriatico e Ionio si incontrano. Non è facile trovarla, in quanto è presidiata da una postazione militare. Dalla strada in terra battura che costeggia la postazione, si dirama a un certo punto un sentiero poco visibile che porta alla scogliera, da cui è possibile vedere il faro sottostante. Siamo nel punto più stretto del canale d’Otranto e la costa albanese è solo “poco più in là”!
• I fiori sulla strada. Migliaia e coloratissimi. Semplicemente fantastici!
• Il profumo della macchia mediterranea che ti avvolge quando pedali.
• I gelati (buonissimi!)
• I paesaggi
• Lecce, Otranto, Gallipoli!


fiorilowCosa non mi è piaciuto

• Difficile trovare degli spunti negativi. Paradossalmente una delle poche negatività è rappresentata da uno sforzo notevole delle pubbliche amministrazioni (non so se la Regione o la Provincia) per dotare il Salento di una serie di “itinerari ciclo-turistici”. Lungo la strada si incontrano spesso cartelli che indicano appunto questi percorsi, senza ulteriori indicazioni su dove portano, quanti i chilometri da percorrere etc. Manca poi un sito di riferimento che li raggruppi tutti; sul territorio è difficile trovare indicazioni ulteriori. Quindi: benissimo che ci siano questi itinerari, ma si richiede uno sforzo per condividere meglio le informazioni su dove portano, cosa c’è da vedere, la distanza etc.
• Sabato 31 maggio ore 14: al bar fuori dalla grotta Zinzulasa. Chiedo un panino con formaggio o salumi locali. Mi guardano come se avessi chiesto la luna. A disposizione solo Emmenthal, prosciutto crudo di Parma o un prosciutto cotto non identificato. E la valorizzazione dei prodotti locali?

In sintesi:
• Itinerario da percorrere preferibilmente fuori stagione, non a luglio o agosto;
• Itinerario adatto a tutti, praticamente quasi interamente pianeggiante a parte il tratto Leuca-Otranto. Partendo da Leuca la salita più “impegnativa” di tutto l’itinerario: 2 km necessari per arrampicarsi verso il faro e la cattedrale che vegliano sulla cittadina e da qui raggiungere l’apice della scogliera.
• Per le famiglie: adatti in particolare i tratti interni poco trafficati; da prevedere con i bambini un po’ di “sofferenza” nel tratto Leuca-Otranto.
• Itinerario che si presta a diverse letture e interpretazioni: paesaggistica, storica, naturalistica, culturale, architettonica, culinario-alimentare/folcloristica.

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Scritto da Roberto Furlani

Triestino di nascita e milanese di adozione, è responsabile dell'Ufficio Turismo, dopo un passato di ittiologo d'acqua dolce e di educatore ambientale. Le sue principali passioni sono la famiglia, la scrittura (è giornalista) e la lettura. Ama tutti gli sport legati alla natura, in particolare viaggi e escursioni a piedi, in bicicletta e sott'acqua e la genuinità dei prodotti locali... vini compresi, ovviamente!

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