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Snorkeling – Conosci le Barriere Coralline in 11 punti!

Nuotare con maschera e pinne in una barriera corallina è un’esperienza decisamente unica che non dovrebbe mancare nel carnet degli appassionati di viaggi nella Natura. Le barriere rappresentano infatti gli ambienti più ricchi di vita nel nostro Pianeta!  Te le facciamo conoscere in 11 punti. Eccoli!:


 

1. Sono soprannominate le foreste tropicali degli oceani per la loro ricchezza in organismi viventi. Ospitano infatti circa 9.000 specie di pesci, (circa un terzo di quelle
Teira batfish (Platax teira); Fijipresenti sul pianeta) e molte altre dipendono da questi ecosistemi per alcuni stadi della vita. Una singola barriera può contenere 4.000 specie di coralli, pesci e molluschi.

2. Le barriere coralline sono scogliere di corallo che si formano parallelamente alla costa. In diversi casi non separate dalla terra emersa da lagune.

3. Le barriere coralline ricioprono circa 600.000 chilometri quadrati dell’intera superficie oceanica. Ai tropici,i coralli che contribuiscono alla loro formazione possono svilupparsi  solo in acque poco profonde, pulite, illuminate, con una temperatura media di 18°C (ottimale tra i 25 e i 29°C) e una salinità media del 36xmille.

4. Le barriere coralline rappresentano il frutto di un intenso lavoro collettivo. Un tandem formato da polipi, minuscoli organismi che secernono carbonato di calcio, l’ossatura delle barriere e le zooxantelle, microscopiche alghe che forniscono le sostanze indispensabili alla formazione degli scheletri calcarei.

5. In pratica il polipo (non il polpo!!!) offre alle alghe rifugio e cibo (sotto forma di nutrienti dal plancton catturato ), mentre le alghe offrono, parallelamente, un po ‘ di cibo attraverso la fotosintesi (trasformano infatti l’energia luminosa proveniente dal sole in nutrimento). Ciò significa che la fotosintesi delle alghe richiede la luce solare per vivere; questo è il motivo per cui i coralli tropicali crescono solo dove il mare è poco profondo e chiaro!

6. Le alghe colorano i coralli con il loro colore. Se la temperatura dell’acqua diventa troppo elevata , lasciano il polipo. QQuello che rimane sono i  bianchi scheletri di carbonato di calcio di corallo, un fenomeno conosciuto come  sbiancamento dei coralli.

Fish amongst coral, Vanua Levu, Fiji7. Sono necessari circa 20 anni a una colonia di polipi e zooxantelle per costruire una porzione di barriera delle dimensioni di un pallone di calcio. Possono formare strutture enormi in periodi di tempo incredibilmente lunghi. Sono, di fatto, i più grandi e più antichi sistemi viventi sulla terra. Ad esempio , i 2.000 km di lunghezza della Grande Barriera Corallina Australiana, si sono  formati nel corso di cinque milioni di anni.

8. Le barriere coralline tropicali costituiscono la base di ecosistemi complessi. I loro morbidi polipi  forniscono una fonte di cibo a disposizione di molte altre creature del mare , mentre gli anfratti delle barriera corallina sono luoghi funzionali per la riproduzione o per nascondersi dai predatori.

9. Possono coesistere sino a 4.000 singole specie in una unica barriera corallina , con una densità 100 volte superiore rispetto all’oceano aperto; tra queste, oltre alle  stesse specie di coralli e alghe, anche pesci,  mammiferi  come i dugonghi, tartarughe marine, serpenti di mare , vermi , crostacei , molluschi , stelle marine , e molti , molti di più .

10. Le barriere coralline sono fondamentali per l’uomo: forniscono cibo  a più di 100 paesi e offrono inoltre l’opportunità di gestire attività economiche come il turismo: un giro d’affari annuo, basato su questi ecosistemi, stimato in oltre 600 miliardi di euro!

11. Diverse le cause responsabili della distruzione delle barriere coralline tropicali: la pesca clandestina con metodi illeciti, il cambiamento climatico in atto, la sedimentazione dei detriti derivati dallo sfruttamento costiero, gli insediamenti turistici e la presenza diretta di turisti. Attualmente le  uniche in salute sono quelle del Pacifico centrale.

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Scritto da Roberto Furlani

Triestino di nascita e milanese di adozione, è responsabile dell'Ufficio Turismo, dopo un passato di ittiologo d'acqua dolce e di educatore ambientale. Le sue principali passioni sono la famiglia, la scrittura (è giornalista) e la lettura. Ama tutti gli sport legati alla natura, in particolare viaggi e escursioni a piedi, in bicicletta e sott'acqua e la genuinità dei prodotti locali... vini compresi, ovviamente!

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