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Ciaspole, che passione! 1

Finalmente è arrivata la neve. Una vera manna per chi vuole passare nella Natura piacevolissimi momenti, scoprendo tra boschi e valli la magia dell’inverno.

Le ciaspole sono lo strumento ottimale per le nostre escursioni invernali, che ci possono portare in posti d’incanto. Un modo alternativo di vivere la montagna d’inverno, lontana dal chiasso delle piste da sci, per ritrovarsi in pace con se stessi, con gli altri e con la bellezza del Paesaggio e della Biodiversità.

Un po’ di storia

• la ciaspole è il termine dialettale trentino, oramai adottato a livello nazionale, con cui sono conosciute le racchette da neve. Ciape, craspe sono altri termini dialettali “montagnini” del Bel Paese per indicare questi strumenti escursionistici ;

• nel nord Europa sono stati rinvenuti graffiti, risalenti probabilmente a un periodo pre-cristiano, che raffigurano uomini sulla neve con attrezzature che ricordano le ciaspole. Anche Senofonte in “Sui Monti dell’Armenia” parla di attrezzature che facilitavano, agli animali da soma, la progressione nella neve;

• le prime racchette da neve erano fatte in legno, corda e pelle. Ora i materiali usati sono alluminio o composito (plastica);

Chamois, Gran Paradiso National Park, ItalyAlcune raccomandazioni di base

• Mai andare con le ciaspole da soli. Il paesaggio e l’ambiente invernali in montagna e mezza montagna sono bellissimi ma sono comunque potenzialmente insidiosi e bisogna essere in grado di rispondere alle eventuali criticità che dovessero insorgere;

• andare in gruppo significa poi condividere la fatica. Chi è in testa e traccia il percorso in neve fresca, fa uno sforzo decisamente maggiore rispetto a chi sta dietro. E’ quindi fondamentale potere avvicendarsi con il proprio/i propri compagni;

• l’escursione con le ciaspole è molto più faticosa di una escursione estiva: i 700-800 metri di dislivello che, con un minimo di allenamento, si salgono facilmente nella bella stagione, in versione invernale, racchette ai piedi, diventano decisamente impegnativi;

• all’inizio, quando non si ha sufficiente esperienza, sia della camminata con le ciaspole, sia dell’ambiente alpino/appenninico invernale, è meglio non superare i 400-600 metri di dislivello;

• in un’ora di escursione con le ciaspole, si bruciano mediamente 500 calorie. Un dato importante da considerare, in particolare per la corretta alimentazione da mantenere nel corso della escursione;

• l’inverno e la coltre di neve possono mascherare e nascondere i tradizionali elementi di riconoscimento utilizzati nel corso delle escursioni nel resto dell’anno come cartelli, segnali sui sassi etc, rendendo quindi la progressione più difficoltosa;

• altro elemento da tenere conto è che con le ciaspole si tende a divagare. Si parte magari seguendo una traccia o un sentiero, per poi abbandonarlo alla ricerca della situazione migliore o dell'”ispirazione ” del momento.

• non seguire le mode! Le ciaspole vengono utilizzate a volte su percorsi già abbondantemente battuti, costituendo così più un “intralcio” che un vantaggio!;

• camminare con le ciaspole è una attività adatta a tutti, anche ai bambini (se si ha l’accortezza di portarli su percorsi prevalentemente pianeggianti, facili e sicuri)!

La prossima puntata: la scelta delle ciaspole

Avete altre raccomandazioni da dare?

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Scritto da Roberto Furlani

Triestino di nascita e milanese di adozione, è responsabile dell'Ufficio Turismo, dopo un passato di ittiologo d'acqua dolce e di educatore ambientale. Le sue principali passioni sono la famiglia, la scrittura (è giornalista) e la lettura. Ama tutti gli sport legati alla natura, in particolare viaggi e escursioni a piedi, in bicicletta e sott'acqua e la genuinità dei prodotti locali... vini compresi, ovviamente!

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