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Camminare nei boschi!

E’ un turismo che attrae ogni anno milioni di visitatori, che spendono oltre  7 miliardi di dollari, per essere  affascinati dagli incredibili colori con cui si accendono in autunno i boschi del nord America. Dal rosso, al giallo, all’arancio. Un fenomeno noto come foliage che interessa, in particolare, i boschi di quindici fortunati stati USA,   New England in testa.  Aceri, querce, faggi  e altri alberi presenti sul loro territirio, danno il via, dopo l’estate, a un  incredibile festival cromatico. Andate sul sito http://www.foliagenetwork.com per rendervi conto di che cosa è questo fenomeno e come funziona il passa parola  tra gli appassionati per consigliarsi e vicenda su dove e quando andare per godersi il meglio dei boschi autunnali.

Blog_camminare nei boschiI nostri boschi però non sono da meno. Quest’anno in Piemonte, Veneto e Trentino sono stati  creati e promossi  degli specifici programma turistici  per andare  alla ricerca del foliage nostrano.

Non solo in autunno ma tutte le stagioni sono un pretesto per entrare in un bosco. Parola di Lorenza Russo che, con il suo nuovo e convincente “Camminare nei boschi” (Hoepli edizioni),  ci offre moltissimi stimoli e motivazioni per vivere ogni mese questi incredibili ambienti vitali, tra l’altro, per il nostro amato Pianeta. Non un semplice libro naturalistico, ma una guida adatta a tutti, che affronta e presenta sotto diversi punti di vista il bosco: miti e leggende, l’uomo e le sue attività, itinerari consigliati. A questo si aggiungono due ben ragionate appendici dedicate ai boschi nei libri e  nel cinema.

Lorenza, perché andare per boschi?

Perché no? Scherzi a parte, andare per boschi può riportarci alla dimensione magica dell’infanzia, quando ci venivano raccontate le fiabe, che spesso proprio nei boschi sono ambientate e che riflettono un dato di realtà: il bosco è il luogo storico in cui l’uomo ha stabilito il primo contatto con la natura incolta. Ma anche chi non fosse interessato a questo recupero del passato può trovare nei boschi molti motivi di interesse e di fascino. L’ambiente boschivo, protetto dalla luce troppo forte, in cui i rumori – prima di tutti quello dei nostri passi – sono attutiti dal muschio e dalle foglie cadute ma anche dai tronchi e dalle chiome in generale, induce alla meditazione, al raccoglimento. Le essenze balsamiche delle resine rilassano spirito e mucose e il silenzio – solo apparente – affina i nostri sensi. I soggetti meno inclini alla speculazione di sé, troveranno soddisfazione in quanto il bosco può offrire: funghi profumati e bacche deliziose per le marmellate o anche da mangiare così, sul posto, macchiandosi mani e faccia di blu o di rosso.

Blog_lorenzarussoUn capitolo del tuo libro è dedicato ai boschi nelle quattro stagioni. Quali sono alcuni degli aspetti più

appariscenti in questi periodi dell’anno?

In primavera inoltrata il bosco di latifoglie può diventare una fantasmagoria di verdi, le foglie sono giovani, piene di vita, ma anche i piccoli aghi dei larici sono nuovi, teneri e quasi gommosi. I prati sono tappeti di velluto, i fiori iniziano a regalare piccoli tocchi di colore qua e là, l’erica crea cuscini rosati e non è raro incontrare cervi e caprioli. Il cedrone lancia il suo richiama gutturale. D’estate i colori sono meno brillanti, ma nei boschi di conifere le grandi macchie di rododendro rosso o rosa li rendono più allegri. Le pigne sono ovunque. In autunno un bosco di latifoglie avrà colori meravigliosi, specie se contiene esemplari di aceri che virano al rosso: questa è la stagione in cui udire lo spaventoso bramito, il richiamo che il cervo maschio lancia per amore. Quando le foglie sono a terra e secche il loro fruscio sotto i nostri passi sarà il rumore dominante: a quel punto sarà inverno e i camminatori più attenti sapranno riconoscere l’odore dei tronchi bagnati o anche marcescenti.

Raccontaci un episodio/ricordo della tua vita legato al bosco

Sono due i momenti della mia vita boschiva che non posso dimenticare: quell’alba di luglio di tanti anni fa – ero poco più che bambina, in cui andai con mia madre in un bosco di conifere della Val Pusteria, in Alto Adige a cercare funghi: sentii per la prima volta le voci degli uccelli, il tamburellare del picchio sui tronchi più alti, le strilla dello scoiattolo, forse erano tutti saluti al nuovo giorno. Il secondo è più recente, quando, da sola, nel desiderio di seguire una stradina che pareva ben battuta, mi persi. Era un bosco ripido, con salti di roccia: non potevo rischiare di scendere verso il fondo valle: fu un quarto d’ora di paura e ansia primordiali, in cui percepii con chiarezza i miei confini e la grandiosità della natura. Orientandomi con le cime che potevo scorgere nelle rare radure ritrovai il sentiero. Maturò in me quel gran senso di rispetto per il bosco che tuttora provo.

Avete qualche episodio della vostra vita legata ai boschi che volete raccontarci o una bella immagine che avete scattato da inviarci? 

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Scritto da Roberto Furlani

Triestino di nascita e milanese di adozione, è responsabile dell'Ufficio Turismo, dopo un passato di ittiologo d'acqua dolce e di educatore ambientale. Le sue principali passioni sono la famiglia, la scrittura (è giornalista) e la lettura. Ama tutti gli sport legati alla natura, in particolare viaggi e escursioni a piedi, in bicicletta e sott'acqua e la genuinità dei prodotti locali... vini compresi, ovviamente!

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