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Cicloturismo responsabile. Bimbi al seguito: carrelli, trailgator & C

Ecco alcuni consiglie per pedalare facilmente assieme ai nostri gioielli di famiglia, non ancora autonomi dal punto di vista tecnico ed “energetico”.
Ci sono diverse possibilità di equipaggiamento, oltre ai classici seggiolini, anteriori o posteriori, che abbiamo analizzato nel post precedente Bimbi in bici.


Carrellini coperti

E’ un piccolo rimorchio da uno-due posti che si fissa al mozzo posteriore della bicicletta tramite una staffa dotata di snodo e, in alcuni casi, di ammortizzatore.

L’ho utilizzato sia in vacanza (discendendo la Drava da Dobbiaco ai confini con la Slovenia) e per un paio di anni per trasportare all’asilo i bambini.

Posso quindi affermare che è un sistema senza dubbio affidabile, sicuro, divertente. Vediamo i pro e i contro.

Punti di forza:

– può trasportare due bambini contemporaneamente sino a 4/5 anni;

– è dotato di una sorta di “capotte” impermeabile da togliere o inserire a seconda delle condizioni metereologiche;

– si può utilizzare in ogni stagione e in ogni condizione meteo;

– è estremamente rilassante e divertente per i bambini che hanno spazio a disposizione e che possono dormire senza problemi;

– è sufficientemente pratico;

– con un solo bimbo presente è possibile trasportare anche qualche bagaglio; è possibile anche con due (dipende dalle dimensioni dei pargoli);

– l’equilibrio della bici non è disturbato e il rimorchio è di per sé molto stabile.

Punti di debolezza

– prezzo di acquisto. Non è economicissimo, attualmente on line si trovano modelli dai 90 euro (accertarsi della qualità) in su. Se fortunati, sui siti di seconda mano, è possibile imbattersi in occasioni;

– è senza dubbio ingombrante e pesante. Il modello in mio possesso si ripiega agevolmente e si ripone nel baule dell’auto. Diventa però decisamente disagevole se si pensa di prendere un treno con il carrello;

– è prudente utilizzare questi carrelli prevalentemente su piste ciclabili o strade poco trafficate, considerando l’ingombro.

Cammellino

E’ in pratica una “semi bicicletta” (vedi immagine) che viene agganciata al tubo reggisella della bicicletta dell’adulto. Non ho avuto modo di testarlo, ma dalle impressioni raccolte da chi l’ha avuto e leggendo in rete, posso trarre queste considerazioni:

– è sicuramente stabile, sicuro e sufficientemente pratico;

– è divertente e dà la sensazione al bambino di vivere il viaggio/l’escursione in prima persona, fornendo poi direttamente un contributo alla progressione del mezzo;

– rende poco autonomo il bambino che è perennemente agganciato alla bici dell’adulto e che ha solo questa soluzione di mobilità (ben diverso il caso del Trailgator e del Follow me);

– è utilizzato solo per un limitato periodo di tempo: quando il bambino non sa pedalare o ha poche energie per muoversi in modo autonomo;

– non ha avuto molto seguito in Italia, dopo il suo lancio qualche anno fa. E’ difficile infatti trovarlo in commercio ma è possibile però noleggiarlo per le vacanze in bici con il WWF.

Trailgator

E’ in pratica un tubo telescopico che consente di agganciare la bici del bambini a quello dell’adulto tramite due morsetti (sul tubo reggisella dell’adulto e sulla parte anteriore della biciclettina) e un braccetto stabilizzatore da collegare alla forcella del mezzo del bimbo). L’ho utilizzato in un viaggio lungo Danubio e poi in occasione di diverse “scampagnate”.

Considerazioni:

– è senza dubbio un sistema pratico e sufficientemente economico (sul web l’ho visto a 70-90 euro) per agganciare la bici quando il bimbo è stanco o non sa ancora pedalare. In posizione di “riposo”, si ritrae agevolmente e diventa una sorta di appendice della biciletta dell’adulto;

– è un sistema stabile e sicuro ma non è facile da mettere a punto. Il modello che ho utilizzato mi è stato imprestato ed era stato utilizzato parecchio. Una volta assemblato, la bici di mio figlio risultava però un po’ inclinata e così è rimasta, malgrado le ripetute regolazioni e anche interventi del proprietario precedente. Le vacanze lungo il Danubio sono andate benissimo e Lorenzo non si è mai lamentato di nulla, malgrado pedalasse un po’ inclinato. Pensavo che il problema fosse da imputare al gioco che con il tempo si era creato tra i vari punti di contatto del Trailgator. Leggendo però sul web, mi sono però reso conto che non solo il solo ad avere riscontrato questo problema.

Su youtube ho trovato questo video che illustra (in spagnolo) il suo funzionamento:

Come potete vedere la bici del bimbo è ben diritta!

Follow me

E’ sistema articolato che permette di collegare la bici dell’adulto a quella dei bambini con un risultato che mi sembra decisamente più stabile di quello che si ottiene con il Trailgator.

Sul web ho trovato questo video che ne illustra perfettamente il funzionamento…

Non lo conosco direttamente, azzardo alcune considerazioni:

– è un sistema che mi sembra affidabile e sicuro, molto stabile nei confronti della bici del bambino. Considerato il sistema di aggancio, credo che mantenga anche nel tempo le sue caratteristiche;

– è pratico e in caso di inutilizzo si piega e fa da appendice alla ruota posteriore della bici dell’adulto;

– non è a buon mercato (viene proposto a circa 240 euro) ed è pesante (4 kg);

– bisogna capire se è possibile tenerlo montato sulla bici dell’adulto nel caso questa venga traportata con l’auto (credo non ci siano problemi con il portabici da tetto, da valutare l’ingombro con i portabici posteriori da portellone o da gancio. Da valutare poi il tempo necessario per montare/smontare Follow me dalla bicicletta dell’adulto. Nessun problema per il traporto in treno;

– è possibile noleggiarlo per le vacanze in biciletta con il WWF. Così avrete modo di sperimentarlo direttamente.

Avete suggerimenti e consigli su carrelli/trailgator/follow me? Raccontateci la vostra esperienza! Come vi siete trovati, avete degli approfondimenti da chiedere?ù

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Scritto da Roberto Furlani

Triestino di nascita e milanese di adozione, è responsabile dell'Ufficio Turismo, dopo un passato di ittiologo d'acqua dolce e di educatore ambientale. Le sue principali passioni sono la famiglia, la scrittura (è giornalista) e la lettura. Ama tutti gli sport legati alla natura, in particolare viaggi e escursioni a piedi, in bicicletta e sott'acqua e la genuinità dei prodotti locali... vini compresi, ovviamente!

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