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In bici con i bimbi

La bici unisce e pedalare  in famiglia è una bellissima esperienza che rende più vicini  adulti e bambini. E’ una perfetta occasione,  infatti, per condividere   diversi  valori e sensazioni, come il  rispetto per il proprio corpo, del prossimo e dei suoi tempi e quello  della natura,  la voglia  di avventura e di nuove esperienze vissute  lungo la  strada.  Inoltre  rappresenta un mezzo ottimale per cogliere molti aspetti del paesaggio e dell’ambiente in cui si pedala,  che in automobile sarebbe impossibile fare.


Iniziamo quindi una serie di post, per prendere in considerazione alcuni aspetti del pedalare assieme. Prima tra tutti la sicurezza e come portare sulla propria bici il pargolo. Nei prossimi post analizzeremo invece carrelli, trailer bike etc, ossia gli strumenti con cui portare i bambini al traino, come programmare un’escursione per i bambini e la scelta degli itinerari adatti.

Casco

Praticamente un “must” per le teste dei nostri pargoli. Inutile dilungarsi sulla necessità di farli indossare. E’ anche un modo, sin da piccoli per iniziare i bambini al discorso della prevenzione dei rischi.
Alcune  raccomandazioni durante l’acquisto:
•    il casco deve essere fornito della etichetta della omologazione europea EN 1078.
•    Coinvolgete il bambino nell’acquisto: scegliendolo avrà una motivazione in più per indossarlo.
•    Regolate bene e verificate inizialmente la calzata: il casco deve essere orizzontale,  non ballare sulla testa, stretto il giusto (normalmente lo si regola con una rotella posteriore o con direttamente con i cinghietti) e il cinturino deve passare attorno alle orecchie.
•    Altroconsumo ha realizzato recentemente  (maggio 2012) un’ analisi sui migliori (e peggiori)  caschi presenti sul mercato. Non vi diciamo chi sono   i vincitori del test. Contravvenendo alle nostre regole, di non parlare di marche, ci sentiamo però il dovere di segnalare, per motivi di sicurezza,  i  due prodotti non hanno superato i test di Altroconsumo:  “il caschetto Rudy Project Fyol, che fallisce gravemente la prova di sicurezza (non solo non assorbe a sufficienza i colpi, ma viene scalzato prima della caduta); e  Topbike CQ04 venduto da Carrefour, eliminato perché si sfila troppo facilmente, nonostante le regolazioni e la chiusura. E’ chiaro che vanno risolti alcuni problemi pratici”. Altroconsumo ha segnalato al Ministero dello Sviluppo economico l’esito dell’esame, chiedendo la verifica dei prodotti.

Seggiolini

I pediatri si raccomandano di aspettare almeno 7 mesi dalla nascita, prima di portare il bebè in passeggiata. E’ il tempo necessario ai muscoli del collo e della schiena di “consolidarsi e rafforzarsi” per permettere   così al bimbo di starsene diritto nel suo seggiolino.
Il codice della strada prevede il trasporto in bicicletta (da parte di una persona maggiorenne) di un bambino fino agli 8 anni di età, purchè opportunamente assicurato su un seggiolino omologato.
La normativa europea EN 14344 in vigore dal 2005, ovviamente anche in Italia,  regola le caratteristiche del seggiolino (cercate  i modelli conformi e che presentino questa sigla) .
In base al peso del bambino e alla posizione sulla bicicletta in cui si possono montare, i seggiolini devono riportare delle specifiche sigle:
A 15: Seggiolini posteriori per bambini che pesano da 9 a 15 chili;
A 22: Seggiolini posteriori per bambini che pesano da 9 a 22 chili;
C 15: Seggiolini anteriori per bambini che pesano da 9 a 15 chili (oltre questo peso occorre posizionarli dietro).

Seggiolino anteriore: è quello che personalmente prediligo sin quando i bambini sono piccoli. Consente infatti di averli davanti, a portata di mano e di voce, per potere chiacchierare meglio con lei/lui. Inoltre il bambino vede e vive il paesaggio in “presa diretta”.
Gli svantaggi:
•    È un seggiolino di “passaggio”. Ossia dopo un annetto circa, arrivato ai 15 chili, deve passare necessariamente dietro. Quindi la spesa vale grosso modo per un periodo limitato. E’ vero però che si può comprarlo di seconda mano e rivederlo se lo avete tenuto in buone condizioni.
•    Il bambino è più esposto rispetto al seggiolino posteriore.
•    Alcuni modelli  possono impacciare la pedalata.

Seggiolino posteriore: In alcuni casi si fissa sul portapacchi, in altri (consigliato) il seggiolino è dotato anteriormente  di due sbarre arcuate che si incastrano in un blocco fissato al telaio. In pratica è  “molleggiato”. Alcuni modelli sono dotati di un pomello con cui regolare l’inclinazione dello schienale (utile).
Vantaggi: il bambino è più protetto, la schiena e la testa sono meglio sostenute  e il seggiolino segue il bambino sino a quando inizia pedalare autonomamente o comunque grosso modo sino ai sei anni di età.
Svantaggi: la visuale è praticamente ostruita dalla schiena dell’adulto e comunicare con il bambino non è facilissimo. Comunque dopo i 15 chili del bambino, l’unica alternativa è portarsi il bimbo al traino nel carrello o con alcuni particolari mezzi di cui parleremo nel prossimo post.

Alcune raccomandazioni sia per il seggiolino anteriore che posteriore:

•    verificate prima di acquistarlo che sia compatibile con la vostra bici;
•    portate anche il/la bambino/a per verificare con lui/lei, in caso di più modelli, quello su cui si trova meglio;
•    verificate che i poggiapiedi siano regolabli, per seguire così la crescita del corpo dei vostri pargoli;
•    considerate che siano essi anteriori o posteriore, i seggiolini sono un peso aggiuntivo alla vostra bici. Che in pratica vuol dire: frenata più lunga, un equilibrio su due ruote da “ritarare”, una sollecitazione maggiore in salita (che diventano più “dure” ma basta cercarsi percorsi in piano..) e in discesa. Quindi controllate o fate controllare la vostra bici!
•    Per i genitori più premurosi… soprattutto da piccoli i bambini si fanno sul seggiolino delle grandi dormite. Portate eventualmente con voi quei cuscini gonfiabili da mettere attorno al collo, per rendere così più confortevole il sonno dei vostri pargoli!

Avete consigli  o suggerimenti da dare? Raccontateci la vostra esperienza!

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Scritto da Roberto Furlani

Triestino di nascita e milanese di adozione, è responsabile dell'Ufficio Turismo, dopo un passato di ittiologo d'acqua dolce e di educatore ambientale. Le sue principali passioni sono la famiglia, la scrittura (è giornalista) e la lettura. Ama tutti gli sport legati alla natura, in particolare viaggi e escursioni a piedi, in bicicletta e sott'acqua e la genuinità dei prodotti locali... vini compresi, ovviamente!

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