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Viaggio nel Laos: alla ricerca del delfino dell’Irrawaddy – 1a parte

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Ecco il nuovo viaggio natura di Sarah – reporter di WWF NaTuRe , che ha viaggiato nel Sud del Laos, in un posto chiamato 4000 isole – navigando sul Mekong alla ricerca del rarissimo delfino dell’Irrawaddy. Buona lettura!


barcaiolo_da_lontanoQuando entri in Laos hai la sensazione di entrare in una dimensione temporale così remota che il tempo stesso sembra sospeso in un limbo non ben definito. Attraversando il confine con la Thailandia ti accorgi che questo paese confinante anche con Cambogia, Vietnam, Cina e Birmania ha mantenuto uno stile di vita unico ed indipendente.
Siamo nel Sud del Paese,  in un posto chiamato 4.000 isole, al confine con la Cambogia, dove il Mekong allarga il suo corso fino a raggiungere un’ampiezza di 14 km, un luogo incantato dove centinaia di isole verdeggianti affiorano dalle acque ricche di vita e dove un soffio uscito dal silenzio in una mattina calma e umida può trasformarsi nella visione unica di un tanto raro quanto timido animale quale il Delfino dell’Irrawaddy.

E’ mattina presto; il sole non è ancora sorto e, l’aria è fresca e carica di umidità. Avvolti nelle nostre felpe aspettiamo ed intanto ci godiamo tutto ciò che queste ore ci stanno regalando..
Non esiste rumore quaggiù…solo suoni. C’è suono dell’acqua che sbatte contro la chiglia della canoa sulla quale ci troviamo, il canto lontano di uccelli che si stanno svegliando, l’incomprensibile chiacchiericcio lontano di due pescatori al lavoro che probabilmente si stanno scambiando informazioni su come sta andando la loro pesca, e poi…all’improvviso…un soffio.
dorso_delfino_con_barcaSalto in piedi sulla piccola imbarcazione facendola dondolare pericolosamente. Aguzzo occhi e orecchie perché non posso perdere nemmeno un attimo prezioso. L’attenzione è a 1000 ed il cuore mi batte forte. E’ la seconda volta che vengo in questa parte di Asia per cercare di vedere questa splendida creatura e ora sono più intenzionata che mai a non lasciarmela sfuggire!

Bisogna prestare attenzione perché a differenza di delfini di mare questa specie è molto timida e sfuggente. Infatti è un attimo, ma un altro soffio mi permette di capire in che direzione guardare e finalmente riesco a intravedere seppure per un momento la sagoma scura e la caratteristica pinna dorsale smussata.

pescatore_di_spalleQuestione di secondi, ma da lì alle prossime ore diversi esemplari passeranno accanto alla nostra canoa e altri un po’ più lontani, ma mi permetteranno di poter godere appieno di un istante dopo l’altro, della vista di questo  delfino così raro e, purtroppo,  in via di estinzione.

Faremo due postazioni al giorno per tutti e 3 i giorni in cui rimarremo qui; uno all’alba e uno al tramonto. Incuranti del freddo del mattino, del caldo soffocante del tardo pomeriggio, dell’umidità costante e dei moscerini che ronzano instancabili e noiosi come non mai. Pagheremo ogni giorno un pescatore diverso per poter usufruire della sua barca. Tratteremo con lui per avere il suo tempo e la sua esperienza nell’avvistare le sagome scure prima ancora che affiorino dall’acqua, stando attenti a non varcare il confine con la Cambogia evitando così di pagare la multa per aver sconfinato senza permessi.

Alcune volte li vedremo passare sotto la canoa, timide sagome grigie e paurose. Altre volte ci mostreranno la loro pinna ricurva, altre ancora sentiremo solo lo sfiato del loro respiro quando risaliranno a prendere aria, ma ogni volta è un tremolio di emozioni, ogni istante è un regalo per noi e la nostra pazienza. Solo una volta riusciremo a vederne il muso tondo che li caratterizza e li contraddistingue, ed è un secondo, un istante che mi permetterà di dire “Irrawaddy…finalmente ti conosco…”.

Ecco qualche informazione aggiuntiva per conoscere meglio questo rarissimo delfino e le cause che stanno portando alla sua estinzione.
Il nome scientifico di questo delfino è Orcaella brevirostris e fu avvistato per la prima volta nel fiume
tramonto_bisIrrawwaddy in Myanmar da cui poi ha preso il nome. E’ di colore grigio scuro, ha piccoli occhi e si differenzia per la caratteristica forma rotonda del muso e della pinna dorsale. Può raggiungere una lunghezza di quasi 3 metri e lo si può trovare oltre che nel Mekong anche nell’Oceano Pacifico, Indiano e nel Golfo della Thailandia.
La minaccia più diretta è la cattura da parte dell’uomo e, anche se legalmente tutelati dalla caccia, la loro situazione è davvero precaria in quanto in questa parte di mondo è davvero difficile far rispettare le leggi soprattutto in zone dove la corruzione è una pratica tollerata e all’ordine del giorno.

Un’altra causa è la pesca, infatti spesso questi animali finiscono intrappolati nelle reti. Purtroppo i pescatori si accorgono troppo tardi dell’animale il quale non riesce più a risalire per respirare. Un altro tipo di pesca che ne sta minacciando l’estinzione è quella con esplosivo, utilizzato soprattutto in Thailandia e Vietnam. Questo metodo è ancora più dannoso perché anche se non uccide direttamente l’animale, lo stordisce e lo spaventa in quanto il delfino dell’Irrawaddy è molto sensibile al rumore. L’influenza umana, così come le reti poste lungo i canali fluviali, restringono i movimenti ed isolano le popolazioni, causando il loro declino.

E’ possibile incontrarlo anche in mare come ad esempio nella baia di Trat in Thilandia e in altre regioni dell’Asia del sud, ma è in questo punto del Mekong, tra le isole Don Khon (Laos) e l’isola Kratie (Cambogia), dove il corso d’acqua si allarga creando centinaia di canali tra le isole e dove raggiunge una profondità di 70 metri, ed è in questo periodo dell’anno, tra Novembre e Marzo, che bisogna venire per riuscire a vederli.


cascate_4000_isoleCome arrivare:

La zona chiamata 4.000 isole si trova a Sud del Laos, al confine con la Cambogia: https://www.google.it/maps/search/don+det+laos/@14.00379,105.9652783,12z
Attualmente c’è un solo modo per raggiungere l’isola:  via mare. I due punti di imbarco sono Tanjung Gemok nel Pahang e Mersing nello Johor. La durata della traversata è di circa un’ora e mezza; diverse compagnie private offrono questo servizio. Mersing è raggiungibile via Johor Baru da Singapore o Kuala Lumpur.

E’ possibile arrivare sul posto e decidere su quale isola soggiornare; le più grandi e abitate tutto l’anno sono Don Khong, Don Det e Don Khon. Noi abbiamo scelto quest’ultima, proprio in funzione del fatto che ha il migliore punto di avvistamento dei delfini.


in_biciclettaCome Muoversi:

Spostarsi sulle isole è molto semplice, basta affittare una bicicletta e girarle in lungo e in largo. Don knon e Don Det sono collegate da un ponte ed è possibile passare da un’isola all’altra anche a piedi.

Cosa fare sulle isole:
Oltre alla possibilità di vedere i rari delfini dell’Irrawaddy queste isole offrono un sacco di alternative. E’ possibile fare escursioni in bicicletta,visitare i villaggi o scoprire le magnifiche cascate di Khone Phapheng.
Senza dover per forza andare alla ricerca dei delfini dell’Irrawaddy le piccole agenzie turistiche a conduzione familiare, che fanno anche da ristorante e da Guest house, saranno liete di organizzarvi escursioni in barca per vedere lo spettacolare tramonto sul Mekong o semplicemente per visitare gli innumerevoli canali e vedere la vita di questa parte remota di mondo che si svolge lungo le rive di questo magnifico fiume. Se avete voglia di un po’ di adrenalina potete scivolare lungo le rapide del fiume su delle ciambelle gonfiabili.
Prendetevi comunque una mezza giornata per passeggiare tra le bancarelle e i negozietti della più turistica Don Det o anche solo per godervi un pomeriggio sorseggiando Beer Lao su una delle tante palafitte/ristorante adagiate sul fiume, mentre guardate il costante e incessante scorrere del Mekong. In ogni caso dimenticate la frenesia Occidentale e calatevi completamente nel “Lao Mood“.

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Scritto da Sarah Colombo

Laureata in Lettere Moderne lavoro per il web da 10 anni, ma la mia grande passione sono i viaggi, soprattutto quelli che mi portano in mezzo alla natura in cerca di specie a rischio. Amo viaggiare in posti remoti che mi danno la sensazione di perdermi; mischiarmi alla gente del posto e calarmi completamente in un mondo nuovo. Nel tempo libero mi piace nuotare, correre, leggere e cucinare per gli amici piatti tradizionali lombardi. La sera amo rilassarmi in compagnia di mio marito e di una buona birra ghiacciata. Un sogno nel cassetto? Vivere un giorno in una riserva faunistica in Africa. Ecco il mio sito dei viaggi che ho fatto: www.myexplorando.com Questa la mia email se mi vuoi conattare: myexplorando@gmail.com

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