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Viaggio nel Laos, alla ricerca del Gibbone dalle Guance rosa – 2a parte

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Ecco la seconda parte  del  viaggio natura di Sarah – reporter di WWF NaTuRe , nel Sud del Laos. Sarah è andata alla ricerca del Gibbone dalle Guance Rosa. Buona lettura!


Landscape_xepianIn Laos le giornate sono dense e piene perché anche un solo spostamento richiede molto più tempo di quello che ti eri preventivato e spostarsi con i mezzi di trasporto locali richiede una buona dose di pazienza.
Infatti, finchè i songthaew, i tipici “taxi” collettivi laotiani non sono stipati, non si parte. Per stipati si intende che tutte (e sottolineo tutte) le superfici disponibili devono essere occupate. Quindi oltre agli spazi interni come quelli sopra e sotto le tue ginocchia anche le superfici esterne come il tetto o lo scalino sul retro del furgone, vengono sfruttati. Una volta pieno il songthaew è pronto per partire.
Ed è così che, a bordo di uno di questi “bus” carico di sorrisi, di odori nuovi, con scomode e improbabili posizioni lasciamo le 4.000 isole e ci dirigiamo un po’ più a nord est, direzione Xe Pian, una delle aree di biodiversità, che a detta di tutte le guide turistiche, è tra le meglio tutelate e conservate in questa parte di mondo.
Risaliamo in direzione Pakse e ci facciamo lasciare al Km 48, ad un incrocio polveroso tra venditori ambulanti di cibo, che ci ospiteranno all’ombra dei loro tetti improvvisati, dove aspetteremo la persona incaricata che ci accompagnerà all’unico lodge che si trova al confine del parco.
Un cartello ci indica che siamo nel distretto di Pathoumphon, nella riserva naturale di Xe Pian, un’area di 240.000 ettari di giungla che sconfina anche in Cambogia. Una zona immensa, che si perde allo sguardo quando la guardi dall’alto di una delle sue cime che raggiungono vette di 800 metri. Non vedi confine, solo spazi immensamente verdi, quasi infiniti, ma vuoti…
Gli unici animali che vedremo e di cui sentiremo il barrito o muggito sono i bufali ed elefanti allevati dai villaggi locali e che pascolano tranquilli nella palude che si trova di fronte all’eco lodge, e che durante la stagione delle piogge si allaga completamente diventando una sorta di lago alle porte del parco.


waterlandIl Gibbone dalle Guance rosa
Dopo la fantastica esperienza alle 4.000 isole, sognavamo di arrivare qui ed imbatterci in animali selvatici, scoprire nuovi suoni ma soprattutto se non vedere, almeno sentire il magnifico canto del Gibbone dalle Guance rosa che a detta delle guide turistiche vive in questa zona.
Il Nomascus gabriellae, è un primate che vive nella foresta tropicale, il suo areale è limitato a Sud e a Ovest del Mekong comprende l’estremo sud del Laos, il Vietnam meridionale e la Cambogia orientale. E’ una scimmia arboricola che mangia principalmente foglie, frutti, fiori e qualche insetto. Una particolarità è il dimorfismo sessuale ovvero la netta distinzione di colore tra maschio e femmina. Infatti mentre il maschio mantiene il colore nero che hanno tutti i cuccioli alla nascita, e cambia solo il colore delle guance (da qui il nome Gibbone dalle Guance Rosa), la femmina, quando raggiunge la maturità sessuale attorno ai 6 anni, diventa invece di colore giallo/bruno con una macchia più scura sulla testa. Durante il periodo di riproduzione, questi primati emettono dei canti stupendi, andando in sincronia tra di loro. Generalmente è il maschio a iniziare la serenata che verrà poi portata a termine dalla femmina.
Purtroppo però del Canto dei gibboni nemmeno un lontano suono…

La nostra guida

Il ragazzo laotiano che ci guida nei nostri tre giorni di trekking all’interno del parco è uno delle pochissime guide a conoscere l’inglese. E’ molto ben preparato e istruito ed è un profondo conoscitore della zona circostante.
Ci accompagna in lunghi e faticosi trekking che durano diverse ore durante i quali ci mostra oltre ad un sito archeologico risalente al periodo di Angkor, diverse specie di piante. Dal meraviglioso frangipane, alle piante utilizzate per costruire mobili tipici, dalle foglie usate per intrecciare cesti alla pianta dell’acqua ed una specie di liana utilizzata dai laotiani per dissetarsi durante i periodi più
Landscape_xepiantorridi. Ma niente animali, nemmeno una traccia remota.
Le guide turistiche decantano Xe Pian come una delle riserve di biodiversità meglio tutelate, tanto che esiste anche un progetto per far sì che questa parte di Laos costituisca un corridoio naturale per tutti gli animali, in modo che possano liberamente migrare fino al Vientam.

Un parco fantasma
Ma il parco sembra disabitato. Camminando per i suoi sentieri ti rendi conto che Xe Pian è un bosco fantasma, perché le popolazioni locali e quelle confinanti hanno letteralmente cacciato e mangiato tutto quello che camminava, strisciava, volava, respirava.
La rabbia e l’amarezza è condivisa anche da chi ha deciso di fare di quel posto la sua casa ed il suo business. Chi vive e lavora qui alle soglie del parco, ci racconta che la deforestazione è continua e incontrollata e che, seppure questa sia una riserva tutelata e ci siano delle leggi da far rispettare, la corruzione e la disinformazione soverchiano ogni regola e questa foresta leggendaria è in fondo dimenticata da tutti, governo e associazioni ambientaliste incluse.

Gli incessanti anni di caccia hanno ridotto drasticamente per non dire cancellato del tutto la fauna di questa zona. Non a caso durante il nostro secondo giorno di trekking alla ricerca di non so cosa vediamo all’opera alcuni abitanti che guidano dei mini trattori assemblati artigianalmente in grado di muoversi su questi terreni fangosi, impervi ed accidentati. Li sentiamo all’opera mentre tagliano la base di alcuni alberi ed un albero centenario che cade al suolo fa un rumore che è difficile da dimenticare.
Sempre parlando con la nostra guida concordiamo sul fatto che ci vorrebbe un piano di istruzione che insegni alle popolazioni locali che la fauna è essenziale così come la foresta in cui vivere.
La giungla è prima di tutto suoni, è un brulicare di cinguettii e versi mai sentiti e sempre nuovi, è uno scambio continuo di informazioni tra gli “abitanti” delle cime degli alberi e quelli a terra. Una giungla senza suoni non è una giungla, una giungla senza vita non è giungla. Una giungla silenziosa
Ranaè un qualcosa di drammatico
.
Quello che ci possiamo augurare è che qualcuno che ha più potere di me capisca l’importanza della tutela ambientale anche di questo stato dimenticato dal mondo, e abbia a cuore anche la vita delle giungle laotiane.

NOTIZIE PRATICHE

Come arrivare a Xe Pian:
Arrivando dalle 4.000 isole è possibile prendere uno dei bus pubblici direzione Pakse, oppure o dei minibus collettivi in direzione Pakse e farsi lasciare al Km48. Da qui è meglio mettersi d’accordo anticipatamente con il lodge/guest house nel quale si alloggia, e farsi venire a prendere all’incrocio in quanto non è facile trovare un passaggio fino a destinazione.

Cosa fare una volta a Xe Pian:
Una volta arrivati qui è possibile fare trekking nella giungla, sia a piedi che a dorso di elefante o semplicemente restare seduti sulla veranda del proprio lodge, sorseggiando un caffè dell’altipiano del Bolaven e godere del panorama e degli animali domestici che pascolano liberi nella palude.

In generale come muoversi in Laos:
Spostarsi in Laos è abbastanza semplice ma bisogna adattarsi a tempi, ritmi e modi differenti di concepire il trasporto. E’ possibile muoversi sia con mezzi pubblici collettivi (Songthaew), con minivan collettivi turistici, oppure è possibile affittare una macchina o una moto e muoversi autonomamente.
Se non si ha abbastanza tempo per coprire distanze elevate è possibile usare anche la linea aerea della compagnia di bandiera Lao Airline.

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Il precedente articolo di Sarah: Alla ricerca del delfino dell’Irrawaddy- Viaggio nel Laos 1a parte
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WWF : La Grande diga minaccia il delfino del Mekong.

Scritto da Sarah Colombo

Laureata in Lettere Moderne lavoro per il web da 10 anni, ma la mia grande passione sono i viaggi, soprattutto quelli che mi portano in mezzo alla natura in cerca di specie a rischio. Amo viaggiare in posti remoti che mi danno la sensazione di perdermi; mischiarmi alla gente del posto e calarmi completamente in un mondo nuovo. Nel tempo libero mi piace nuotare, correre, leggere e cucinare per gli amici piatti tradizionali lombardi. La sera amo rilassarmi in compagnia di mio marito e di una buona birra ghiacciata. Un sogno nel cassetto? Vivere un giorno in una riserva faunistica in Africa. Ecco il mio sito dei viaggi che ho fatto: www.myexplorando.com Questa la mia email se mi vuoi conattare: myexplorando@gmail.com

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