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Crociera scuola: cosa lascio a terra e cosa riporto a casa!

Come spiegare una crociera-scuola? Come descriverla a chi non l’ha mai provata? Come far percepire le differenze con altre attività? Un compito assai arduo, ma dobbiamo comunque provarci.

Nella mia esperienza ritengo che non esistano vere “crociere” senza “scuola”. Le uniche dove non impari qualcosa forse sono sui traghetti o sulle grandi navi, ma quando si è su una imbarcazione da diporto (per legge sotto i 24 metri) non possono che coesistere: infatti se navighi per più giorni (l’uscita giornaliera non la considererei una crociera) devi necessariamente “imparare” un nuovo stile di vita….sei a “scuola”.


Cosa lascio a terra?

A terra lasci il tuo vissuto privato, in barca (a meno di non navigare per poco tempo e con tutti conoscenti) hai un nuovo inizio dove la tua vita riparte da zero. Una nuova occasione di metterti alla prova in un mondo semplice e diretto. Sicuramente lascio a terra le borse rigide…..

Cosa porto da terra?

Da terra porti tutte le eventuali competenze cha hai maturato nell’arte della navigazione (se viene chiamata “arte” un motivo ci sarà!), della meteorologia, della culinaria, ecc. che hai acquisito in precedenza. Naturalmente ti porti dietro la tua personalità autentica e tutte le competenze relazionali che sarai costretto ad utilizzare profondamente.

Cosa riporto dalla crociera?

Dalla crociera riporti una migliore conoscenza e consapevolezza della tua persona, dei tuoi limiti ma anche delle tue capacità, ma soprattutto la consapevolezza di poter sviluppare le tue potenzialità e che la tua vita non è già scritta.

E i rapporti con gli altri?

La crociera è un’ottima palestra, impari ad aver rispetto e a farti rispettare, a riconoscere il merito e ad aiutare chi ha bisogno, sempre con la consapevolezza che si torna a casa solo tutti insieme.

La mia prima settimana?

Una settimana è veramente il minimo per poter ricevere un infarinatura di cosa sia una crociera in barca a vela. Generalmente si torna che a malapena si è imparato a svolgere le mansioni di base (mangiare, dormire, ecc) non perché sia più difficile che nella vita quotidiana, ma solo perchè sono diversi e scanditi da ritmi diversi.

Chi è l’istruttore?

L’istruttore è una risorsa, oltre alla conduzione della barca cercherà di trasmetterti il giusto spirito per apprezzare le meraviglie che ti circonderanno e per affrontare le difficoltà che incontrerai. Sarà sempre disponibile per le tue domande e pronto ad insegnarti le regole della navigazione. Il suo compito è comunque delicato perché deve dosare i suoi interventi per non trasformare una vacanza in qualcosa di troppo didattico. Sarà sempre vigile, a volte lo scoprirai assorto nei suoi pensieri, ma è in quei momenti che sta valutando le evoluzioni del meteo e verificando la sicurezza del programma di navigazione valutando tutte le possibilità.

Chi è l’accompagnatore?

Nelle crociere per ragazzi è presente anche un’altra risorsa che coadiuva l’istruttore anche per una questione di sicurezza e responsabilità. Per i ragazzi è il riferimento per la vita di bordo, l’organizzazione dei turni e delle attività oltre la mera navigazione.

Cosa imparo?

Puoi imparare tutto, da cucinare a navigare a tracciare le rotte. Dipende da te e naturalmente dal tempo che passerai a bordo. La navigazione è molto complessa e le nozioni da apprendere sono molte, tra cui una nuova lingua (“cazza il meolo” o “stralla il tangone” non li diciamo tutti i giorni), pertanto è fondamentale avere pazienza e non pensare che in una settimana scendiamo tutti comandanti. Le cose vanno viste fare, capite, studiate e poi rifatte e questo richiede tempo e passione. Ma non è necessario che tutti diventino espertissimi. Potrai godere della bellezza della navigazione anche con poche semplici nozioni confidando sempre nell’istruttore, comunque anche così ti renderai conti che giorno dopo giorno imparerai sempre nuove cose e farai sempre meglio quelle che già conosci.

Il maltempo?

Cosa possiamo dire sul meteo? E’ fondamentale per capire il mondo in cui viviamo che è vivo e pieno di avversità, e che non possiamo sempre spianarle con gettate di cemento. Tutti noi consciamente preferiamo il bel tempo (solo un pazzo cerca il brutto tempo) ma bisogna anche considerare che il tempo impegnativo (una parola che da fascino e dignità al “tempo brutto”) è quello che rimane impresso nella memoria, che ti lascia quella bellissima sensazione di aver vissuto un’avventura dove eri attore e non comparsa. Senza il maltempo la vela non sarebbe così bella e così profondamente radicata nell’anima di molti naviganti.

E le amicizie?

Quelle si fanno in barca. Convincere amici che sappiamo avranno problemi di adattabilità non è una cosa saggia ed è all’origine di alcuni luoghi comuni sulle barche. In barca, anche se vieni da solo incontrerai tuoi simili (amanti del mare e di una vita più naturale) con cui avrai facilmente un feeling e dopo poco vi ritroverete a condividere molto più che in anni di conoscenza in situazioni ordinarie.

Avete altre curiosità? Basta chiedere e, tra una navigazione e l’altra vi risponderò!

Buon Vento

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Scritto da Andrea Parenti

Andrea ha cominciato da giovanissimo a veleggiare sulle derive dei genitori degli amici. A 18 anni la folgorazione con la prima crociera in barca con due amici su un vecchio Golif di 6,5 metri in Arcipelago Toscano quando non esistevano GPS e cellulari. Nel 1996 ha fondato il Circolo Vela Mare con l'obiettivo di dare vita ad una scuola di vela che fosse sensibile ai temi sociali e ambientali utilizzando la cultura del mare per formare giovani e meno giovani.

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