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Fotografia e Natura: cosa mi porto?

Cosa mi porto?

Questa domanda frullerà nella testa del fotografo già molti giorni prima della data di partenza, porsela con attenzione valutando bene le conseguenze delle nostre scelta, è necessario per assicurasi un buon risultato fotografico.

Chiunque abbia partecipato ad una spedizione sa bene che uno delle questioni aperte è costituita dal peso e dal volume dell’attrezzatura fotografica.

Il digitale ha risolto qualche problema, sono spariti i rullini e con essi l’incubo della smagnetizzazione al passaggio dei raggi x all’aeroporto, sono rimaste inalterate, però, molte altre questioni …

Il buon senso ci imporrebbe di razionalizzare e portare solo il materiale di cui avremo realmente bisogno. Ma la scelta non è facile. E, anche questa volta, emergono due possibili strategie …


Blog-homoambiens_lumacaLa strategia della chiocciola

La chiocciola tende a portare con se tutto il possibile, valutando che ogni cosa, anche la più ingombrante, potrà rivelarsi utile al momento opportuno.

“In fondo”, pensa la chiocciola,” mi troverò in un posto nuovo che conosco solo sulla carta, chi può dire quali saranno le occasioni che mi troverò davanti? ”

“Se lascio a casa l’attrezzatura macro mi capiterà sicuramente di incontrare qualche fiore raro (magari mai classificato), insetti interessanti e un fungo insolito, non possono perdere occasioni, no! non se ne parla, il macro lo porto! (con relativi piccoli flash si intende, altrimenti che senso ha?).”

“Al mega cavalletto non posso rinunciare, certo è ingombrante, ma indispensabile per i paesaggi soprattutto se la luce non è generosa.”

“Ci sarebbe il radiocomando, anche quello può sempre servire, in fondo per distinguermi, se voglio definirmi un professionista dovrò pur realizzare qualche scatto speciale …”

“Forse la borsa impermeabile la lascio a casa .. ma se piove molto? E’ vero che siamo nella stagione secca ma non si sa mai, con i cambiamenti climatici in atto poi …”

Alla fine delle sue riflessioni mette in valigia tutto quello che ha, il il risultato? una valiga grande come una casa…che la chiocciola si carica sulle spalle pronta a partire, o meglio, a tentare di partire!!

I primi problemi li incontrerà all’aeroporto, al momento di imbarcare il bagaglio …

I limiti di peso dei bagagli consentito sugli aerei è uno degli incubi ricorrenti della povera chiocciola (e non solo), i suoi eccedono anche i chili autorizzati delle compagni più generose … Non parliamo delle low cost poi!!

Al desk comincia la contrattazione per il bagaglio a mano, che cercherà di mimetizzare in ogni modo, perché sa che, se la hostess gli chiede di pesarlo sono guai, non avrà scampo, dovrà abbandonarlo nelle mani rapaci degli addetti alla stiva che lo tratteranno senza rispetto …

Le dolenti note proseguono quando poggia il primo zaino sulla bilancia: 30 Kg il verdetto impietoso -“eccede il
Blog_homoambiens_orchideapeso di 5 kg ” dice subito la gentile signorina … “e ora chi gli lo dice che ne ho un altro uguale?” pensa la povera chiocciola, nel frattempo alle sue spalle si è formata una lunga coda …

A questo punto,se ne ha uno, la chiocciola obbliga il compagno di “spedizione” non fotografo, magari un reporter (a loro serve solo un taccuino ed una penna in fondo) a sobbarcarsi il peso del suo secondo bagaglio e ad indossare uno sull’altro i pochi capi di abbigliamento che il malcapitato giornalista ha portato per il viaggio, visto che anche il suo limite di peso è esaurito dall’attrezzatura fotografica.

Se, invece, è da sola la chiocciola non può far altro che mettere mano alla carta di credito e pagare i chili in eccedenza, facendo la gioia delle compagni aeree … “Ma la prossima volta non mi fregano” … pensa.

La strategia della Lumaca

La lumaca, invece, viaggia leggera con un solo corpo macchina, un obbiettivo versatile e, al massimo, un flash aggiuntivo,nulla più! Prepara lo zaino all’ultimo momento, fa il check-in on-line (ha solo il bagaglio a mano, lei …). Quando arriva in aeroporto, guarda con aria di superiorità la collega chiocciola trascinare il suo valigione, osserva con orrore il marsupio supplementare occultato sotto vari strati di vestiti …

Quando è il momento di sistemare il bagaglio nelle cappelliere, poi, sul viso della lumaca, che scruta con aria di sufficienza la chiocciola alla ricerca disperata di un pò (un bel pò) di spazio per la sua attrezzatura, si stampa un espressione di sdegno dove si legge “le solite chicciole che ritardano la partenza…”.

La chiocciola, però, non si dispera, aspetta di trovare sulla sua strada quella orchidea di straordinaria bellezza segnalata solo nelle guide più ricercate; Allora, con calma, tira fuori dal marsupio l’attrezzatura macro, flash supplementari compresi … e si prepara a scattare!!! Alla Lumaca, che passa leggera da quelle parti, non resterà che guardare e morire di invidia … quando comincerà a piovere, poi, dovra scappare via, per non bagnare la sua unica, preziosa macchina fotografica. Mentre La chiocciola, protetta da una mantellina impermeabile, si proprio quella che ha messo in valigia all’ultimo momento, rimarrà impassibile e concentrata, alla ricerca della foto perfetta!!!

E tu cosa sei lumaca o chiocciola?

 

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Scritto da Homo Ambiens

Homo Ambiens si dedica da molti anni alla Conservation Photography, il settore della fotografia naturalistica che concentra la propria attenzione sulla salvaguardia della natura. Le fotografie sono realizzate da Alberto Cambone e Roberto Isotti; naturalisti, fotografi e fondatori dell'agenzia. I testi sono di Micòl Ricci, collaboratrice di Homo ambiens per la redazione di testi e articoli.

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