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Kenya: racconti di viaggio nella Natura! 3a Puntata

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Ecco la terza e ultima  puntata dello splendido viaggio nella Natura del Kenya di Cristina – per l’occasione Reporter di WWF NaTuRe –  appassionata di  animali, di  natura,  del viaggio e di  fotografia. Ammaliata dalla natura selvaggia del Continente Nero, ha trasferito  perfettamente le emozioni dei suoi incontri in Kenya in questo racconto.


DSC5439BWIl parco del lago Nakuru è tra i più facili da esplorare. Per conoscerlo, però, più a fondo occorre rimanere almeno una notte. In questo modo ci sono più possibilità di avvistare specie più rare come il rinoceronte nero, il leone ed il leopardo. Al lago Nakuru l’avvistamento di animali, soprattutto di uccelli e rinoceronti, è condizionato anche dal livello dell’acqua nel lago. Più il livello è alto più è difficile l’avvistamento. Negli ultimi anni il livello è sempre più alto ed è quindi molto difficile avvicinarsi alla sponda del lago per l’avvistamento degli uccelli e dei rinoceronti bianchi, intenti a brucare l’erba bassa.

La giornata di sole successiva ci consente di poter ammirare anche alcuni splendidi esemplari maschi di antilopi d’acqua con le loro imponenti corna, un cucciolo di gazzella di Thomson appena nata ed anche una iena, dall’insolito mantello molto più folto rispetto a quelle del Masai Mara.
Ormai il nostro safari è orientato verso la fase finale e poco dopo pranzo ci dirigiamo verso Ol Pejeta Conservancy e Sweetwaters Game Reserve and Rhino Sanctuary. In questa zona del kenya è la nostra “prima volta” e siamo molto emozionati. Al contrario delle altre altre aree protette del Kenya, quella di Liakipia non è un’entità unica, ma è costituita da una decina di riserve autonome private o regionali, regolate dalla Laikipia Wildlife Foundation (LWF), organizzazione non-profit istituita nel 1992 e formata dai proprietari delle riserve stesse.
Si tratta di una ventina di fattorie e altrettanti territori dei gruppi locali rappresentati da Masai, kikuyu, samburu e pokot. La riserva di Ol Pejeta era una delle tante fattorie della zona, estesa su un’area di 365 kmq. Nel 1988 un quarto della proprietà è diventato il Sweetwaters Game Reserve and Rhino Sanctuary e la tutela è stata poi estesa all’intero territorio, dopo la cessione al Fauna and Flora International, organizzazione britannica per la difesa dell’ambiente. Oggi è la più grande riserva indipendente dell’Africa orientale per la salvaguardia del rinoceronte, con circa 70 esemplari di quello nero e almeno cinque bianchi. Altri ospiti sono leoni, leopardi (sempre molto difficili da avvistare in tutti i parchi e riserve), ghepardi, bufali, giraffe reticolate ed elefanti, oltre a diverse antilopi (gerenuk) e oltre a 500 specie di uccelli.

La realtà si rivela molto al di sopra dell’immaginazione. Ce l’avevano descritto come un paradiso della natura ed in effetti è così. Al nostro ingresso ci da il benvenuto un giovane ghepardo intento a riposare sotto un’acacia, durante il momento più caldo della giornata. Ci comunica facendo i propri bisogni che forse è arrivato il momento di andarcene e che noi siamo solo dei “visitatori” spesso un po’ fastidiosi. Svegliarsi al mattino e poter ammirare giraffe, antilopi, facoceri e numerosi uccelli è qualcosa che va molto al di là della nostra più fervida immaginazione. Il giorno successivo al nostro arrivo è di rigore, durante il nostro game drive, una sosta e visita al Rhino Sanctuary ed al mansueto rinoceronte cieco Baraka, mascotte di Ol Pejeta. E’ incredibile poter ammirare così da vicino una creatura così imponente e maestosa, ma nello stesso tempo fragile come il rinoceronte nero.

DSC5857_1Nel pomeriggio visitiamo il Sweetwaters Chimpanzee Sanctuary, unico luogo in Kenya dove ammirare questi primati allo stato brado. Infatti, anche se in tempi preistorici gli scimpanzé forse abitavano alcune foreste keniote, oggi il loro areale si trova nell’Africa occidentale. Nato nel 1993, si tratta degli esemplari ospitati al Jane Goodall Institute del Burundi prima dello scoppio della guerra civile, trasferiti in Kenya per sottrarli a morte certa. Oggi a Sweetwaters vive una popolazione di circa 40 esemplari rimasti orfani dei genitori, divisi in due comunità che occupano la foresta ripariale su entrambe le rive del fiume Ewaso Nyiro. Vederli in questo luogo è affascinante quanto avvistarli nel loro habitat naturale. Gli scimpanzé comunicano con una serie di grida soffocate con le quali riconoscono chi è nelle vicinanze. Manifestano le emozioni con dimostrazioni di affetto e attenzioni, ma non mancano regolari esibizioni di superiorità. Hanno abilità manuali fini, come quella di utilizzare un bastoncino per far uscire le “prelibate” termiti dalla tana.
Ormai la nostra avventura sta giungendo al termine e ciò ci
DSC9099rende molto triste
. Non solo perché non avremo più la possibilità di svegliarci e poter ammirare e godere della compagnia di specie a rischio estinzione … Purtroppo, ci sono altre specie ancora più a rischio come i gorilla di montagna in Rwanda o Uganda … ma questo è un altro sogno o una nuova avventura attraverso la natura!

INFORMAZIONI PRATICHE
Il Kenya è un paese dell’Africa orientale, ed è attraversato dall’equatore e presenta una geografia alquanto complessa. Pur essendo un paese equatoriale, e tropicale, ha climi molto vari. Nel nord si trovano aree desertiche, e nel centro sud altopiani, con boschi e savane. Il paese è attraversato da lunghe catene di montagne. Complessivamente, l’elemento morfologico che più caratterizza il Kenya è la Rift Valley, che lo solca da nord a sud.
Il clima, molto caldo e umido nelle regioni costiere (temperature subtropicali), diventa più mite e asciutto nel cuore del Paese (temperate), in rapporto all’altitudine. La natura segue cicli stagionali annuali che inevitabilmente presentano lievi variazioni sul tema da un anno all’altro, ma sono comunque caratterizzati da alcuni eventi ragionevolmente prevedibili. In Kenya, questo si manifesta con due periodi distinti: la stagione delle piogge e la stagione secca.
Fondamentale è la durata della prima che, pur variando notevolmente da regione a regione, presenta due eventi sostanziali: le piccole piogge – intense ma brevi – da inizio novembre a dicembre (circa 40 giorni), e le più copiose grandi piogge – copiose e lunghe – da metà aprile a fine giugno (mese culminante). Solitamente, il corto periodo secco tra le due stagioni ha un effetto minimo sull’ambiente, ma la stagione secca principale è la fase più problematica dell’anno dell’anno per la sopravvivenza della maggior parte degli animali ed è strettamente collegata alla “qualità” della stagione delle “grandi piogge”.
Le temperature diurne, in gran parte del paese, sono elevate per tutto l’anno ed esiste sempre una forte escursione termica tra il giorno e la notte. Fa freddo nei mesi invernali soltanto negli altopiani centrali. Le temperature sulla costa (Mombasa) variano da una minima di 24° ad una massima di 32°(le temperature s’impennano da metà dicembre a metà febbraio) durante l’anno. Mentre verso l’interno (Nairobi) le temperature variano da una minima di 10° ad una massima di 25°.
La principale attrattiva naturale del Kenya è l’incredibile varietà di paesaggi e animali, che caratterizza le riserve ed i parchi nazionali del Kenya, che rende abbastanza semplice orientarsi verso l’esperienza indimenticabile del safari.
Esperienza unica su tutte le altre è la migrazione degli gnu che si spostano dalla Tanzania a Masai Mara a partire dalla fine di luglio e tornano oltre confine entro i primi di novembre. Qualsiasi momento tra agosto e metà ottobre è quindi favorevole, senza dimenticare che si è in alta stagione e che i parchi sono meno affollati di turisti in altri periodi dell’anno. In sintesi, non è mai il momento sbagliato per andare in Kenya per un safari, ma durante le grandi piogge (apr-giu) si rischia di inzupparsi fino alle ossa o di impantanarsi (le piste o le strade potrebbero essere addirittura impraticabili). Tenete sempre conto che durante le uscite al mattino presto può far freddo, essendo il Kenya un paese equatoriale con una forte escursione termica fra il giorno e la notte.


DSC9088COME ARRIVARE

Nairobi, capitale del Kenya, è collegata con voli diretti (8 ore) o con scali dalla maggior parte delle compagnie europee, Asia, Medio ed estremo oriente, etc. Il Jomo Kenyatta International Airport di Nairobi gestisce il transito di circa tre milioni e mezzo di passeggeri l’anno provenienti da tutto il mondo. Voli interni partono da un terminal separato collegano le città principali e Nairobi con le località di partenza dei safari, ma i parchi sono raggiungibili anche con aerei da turismo tramite tour operator locali. Una volta arrivati a Nairobi ci vogliono circa 5 ore di jeep su strada sterrata e non per raggiungere la Riserva di Masai Mara. Il Moi International Airport di Mombasa è molto più piccolo, ma offre gli stessi servizi. Gestisce i voli interni e i charter dei pacchetti turistici per le località balneari.
Dall’Italia esistono collegamenti stagionali tra Mombasa e Milano Malpensa, Roma, Bologna, ecc. Una volta atterrati a Mombasa ci vogliono circa 2 ore e mezzo di bus navetta o taxi su strada asfaltata per raggiungere le famose locali balneari di Malindi e Watamu.


DSC1594COSA FARE

Grazie alle eccezionali meraviglie naturali, alla fauna abbondanti, alla rigogliosa costa tropicale e al mosaico etnico, il Kenya ha ovviamente molto da offrire. E se l’attrattiva principale è sicuramente costituita dagli emozionanti safari nelle savane della Rift Valley, le spiagge di sabbia di sabbia bianca orlate di palme sull’Oceano Indiano sono l‘ideale per una vacanza all’insegna del relax.

LA RISERVA MASAI MARA E IL KENYA WILDLIFE SERVICE
E’ un tempio che va tutelato costantemente e diligentemente e su cui vigila la KWS, Kenya Wildlife Service. La KWS è un ente statale il cui mandato è quello di conservare e gestire la fauna selvatica in Kenya per il popolo del Kenya e per tutto il mondo e di far rispettare le leggi e le normative.
Le sfide della fauna selvatica e la conservazione della biodiversità in Kenya sono molti e vari. Essi comprendono i cambiamenti climatici, il degrado e la perdita dell’habitat, l’esaurimento della foresta, la volatilità del mercato del turismo, il conflitto tra la fauna umana e quella selvatica causata dalla crescita demografica e dal cambiando delle abitudini di utilizzo del suolo delle comunità che coesistono con la fauna selvatica e il crimine della fauna selvatica (bracconaggio). La grande visione della KWS è quella di “salvare le ultime grandi specie e luoghi della terra per l’umanità” e la loro missione “conservare in modo sostenibile, gestire e valorizzare la fauna selvatica del Kenya, i suoi habitat, e di fornire una vasta gamma di impieghi pubblici in collaborazione con le parti interessate per i posteri“.
Inutile dire che tutto questo non è facile, ma è l’unico modo possibile per salvare le specie selvatiche a rischio estinzione.

 

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ADOTTA UN GHEPARDO

 

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Scritto da Cristina Berselli

ono nata a Milano, ma sono di origine emiliana Mi sono iscritta a Lettere Moderne per pura passione, senza conseguire la laurea. Mi piace leggere, anche in lingue straniere, ma soprattutto scrivere racconti di viaggio. Il mio amore e l'interesse per la natura e la fauna selvatica risale a quando ero una bambina. Ho iniziato a viaggiare nel 1990, altra mia grande passione, in particolare viaggi naturalistici e culturali. Solo negli ultimi 10 anni ho potuto coltivare un'altra mia grande passione: la fotografia di natura. Mi piace fotografare e soprattutto gli animali (www.naturephoto-berselli.it). Amo molto anche la musica ed andare al cinema, ma la cosa a cui non potrei mai rinunciare è stare in mezzo alla natura ed agli animali. Il mio sogno è andare a vivere in Africa e organizzare safari fotografici ... forse è solo un sogno, ma non posso vivere senza sogni ...

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