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Bambini in Natura: la natura dentro e fuori casa

L’attenzione al mondo naturale spesso rivolta a luoghi lontani, può riservare scoperte affascinanti anche nei luoghi più impensati e “normali”. Basta pensare all’ambiente urbano: un numero sempre maggiore di specie animali ha trovato rifugio in città e si sono adattate a vivere a contatto con l’uomo. Scoprire la natura, conoscerla meglio, non significa necessariamente andare in un parco naturale. Anzi, dal punto di vista didattico, un itinerario di interesse naturalistico in un ambiente urbano, così intensamente frequentato, può svolgere più efficacemente la sua funzione informativa.


Non tutte le città hanno ovviamente le medesime opportunità, ma ovunque la scoperta è dietro l’angolo, dentro e fuori la scuola o la casa: da un vaso di fiori, al mondo che vive sotto un sasso, dalla fila di formiche sul balcone alla tela di un ragno, dalle gocce d’acqua raccolte sulle punte delle foglie al nido fra i rami del cespuglio in giardino, alla vita in una pozzanghera o in una fontana.

Una grande quantità di scoperte possono essere fatte anche nelle aree abbandonate, che in molti casi hanno sviluppato una forte vitalità ecologica, presentando una grande quantità di specie vegetali e animali, e fungendo in alcuni casi da veri e propri corridoi biologici (l’immagine è quella di ponti naturali) fra le aree naturali urbane di maggiore pregio.

Attività da fare in ambiente urbano
Ecco alcune semplici attività di educazione ambientale da realizzare in un ambiente urbano con i vostri bambini/ragazzi:

A caccia di Verde
Scovate la Natura dove sembra non ci sia (su un muretto: la fila di formiche, il muschio…; in un cortile chiuso tra palazzi: sole e nuvole sopra di te, gli uccelli che passano…) Chi ne trova di più?

Il condominio
Scopri quanti animali diversi puoi trovare su un albero, vicino ad una siepe……..

Piccoli ospiti
Di seguito alcune semplici esperienze per conoscere le abitudini di alcuni animali che vivono nel suolo. Bisognerà fare molta attenzione nel raccogliere i piccoli animali, e bisognerà riportarli nel loro ambiente una volta terminatoli periodo di osservazione.

Cosa cercare, dove cercare
Per prima cosa le formiche. Osservate con attenzione una fila di questi insetti, con ogni probabilità ad una estremità ci sarà del cibo e all’altra l’ingresso del formicaio. Poi dovrete procurarvi alcuni porcellini di terra (si chiamo anche onischi): prediligono i luoghi umidi e bui, ed è facile trovarli sotto i tronchi, tra le foglie secche e in qualche crepa dei muri. E, veniamo ai lombrichi, un’esperienza riguarda anche loro. I lombrichi vivono sotto terra, nei terreni scavati di fresco e sotto i vegetali in decomposizione.

Le piste delle formiche
Un formicaio è abitato da un’intera comunità di formiche. Quando una di esse trova del cibo, stabilisce un percorso che le altre possono seguire.

Avvicinatevi con delicatezza a un formicaio e appoggiate a terra un foglio da disegno con sopra un pezzetto di mela. Aspettate che le formiche trovino la mela, a questo punto inizieranno tutte a seguire lo stesso percorso.

Provate a spostare il pezzo di mela. Le formiche cambiano strada? Provate anche a confondere le loro tracce cospargendo il percorso di terriccio. All’inizio le formiche si disperderanno, ma poi riformeranno una nuova fila?

In pratica, quando una formica trova del cibo lascia subito sul terreno una sostanza speciale che le altre formiche possono riconoscere con le antenne. Anche se il cibo viene spostato, le formiche continuano a seguire la vecchia pista, finché non ne viene tracciata un’altra.

Un labirinto per i porcellini di terra
I porcellini di terra, facili da riconoscere perché sono scuri, con tante coppie di zampe e si appallottolano quando sono spaventati, hanno antenne molto sensibili, in grado di riconoscere a distanza i luoghi più umidi.

Allestite un piccolo tracciato con passaggi abbastanza ampi, sistemando alcune strisce di cartone dentro una piccola scatola aperta (il coperchio di una scatola di scarpe va benissimo). Il percorso dovrà partire da un lato della scatola e per un po’ andare dritto, per poi biforcarsi con due deviazioni a destra e a sinistra, che vanno a terminare sul lato opposto. Fate attenzione: dai due punti di arrivo non si deve vedere il punto di partenza.

Fate partire una decina di porcellini di terra, uno alla volta; quando saranno giunti all’incrocio alcuni decideranno di andare a destra e altri a sinistra. Ora sistemate in po’ di foglie umide in fondo a una delle due biforcazione e fate ripartire i porcellini, da quale parte svolteranno? Questi piccoli animali percepiscono le foglie umide con le antenne, che infatti usano per rintracciare il cibo di cui si nutrono.

Da ricordare: è sempre meglio svolgere questa esperienza all’aperto, sul luogo stesso dove saranno rimessi sul terreno i porcellini di terra raccolti.

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Scritto da Antonio Bossi

Faccio l'educatore ambientale da un po' di anni e attualmente mi occupo di progettazione e gestione di percorsi educativi sullo sviluppo sostenibile, la partecipazione e l'educazione all'ambiente. Sono autore di materiali educativi per il mondo della scuola e curo la realizzazione di kit didattici. Ho anche scritto qualcosa a carattere naturalistico per ragazzi. Ho fatto parte di progetti di ricerca nazionali e partecipo a convegni e corsi sull'educazione ambientale come relatore o formatore.

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