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Bambini in Natura: la Natura in Tasca

L’educazione ambientale in natura, un apprendimento per esperienza
Esistono molti modi per accostarsi all’ambiente e alla natura e una delle occasioni migliori e più ricca di spunti è offerta dalle esperienze dirette nel corso di uscite ed escursioni. Vera e propria “Aula all’aperto”, la natura soddisfa l’esigenza di educare all’ambiente attraverso esperienze concrete e utili al raggiungimento di traguardi altrimenti impossibili con i metodi della lezione frontale o dei laboratori didattici tradizionali.


Tra i molti elementi che caratterizzano l’Educazione Ambientale uno dei più importanti è senza dubbio il legame costante con la concretezza. Ciò significa uscire da casa o da qualsiasi altro ambiente “chiuso”, per porsi a diretto contatto con i fenomeni e con gli ambienti esterni, occuparsi di problemi reali e coinvolgenti, sviluppare azioni per trasformare il territorio, ecc. E’ un “apprendere per esperienza” caratterizzato dal contatto diretto, corporeo, con la realtà.

Il ventaglio delle opportunità educative offerte dall’attività in natura è vasto:

– permette la comprensione dei fenomeni naturali, dei cicli biologici e delle interazioni fra le risorse primarie (acqua, suolo, aria, ecc.) attraverso meccanismi di apprendimento rispettosi delle capacità individuali, della manualità, del lavoro di gruppo basati sull’osservazione dei fenomeni in modo diretto e sul campo;

–  facilita l’integrazione uomo-ambiente naturale e uomo-città, attraverso la scelta di intervenire con efficacia sui piccoli gesti quotidiani che, evidenziando le responsabilità di tutti alla gestione del bene comune, a partire dai più piccoli, fanno prendere coscienza dell’importanza della biodiversità come fattore di stabilità ecologica;

– individua possibili azioni concrete per un’azione personale andando a “scuola dalla natura” per poi sperimentare nel proprio quotidiano (a scuola, in casa e nel territorio) scelte ecocompatibili e rispettose degli equilibri ambientali.

 Attività – passo dopo passo

Materiale
Cartoncini, forbici, colla o nastro adesivo, tasche trasparenti, etichette

Descrizione
Guardandosi intorno con attenzione è facile scoprire che non ba­stano gli occhi, ma ad ogni passo si presentano sensazioni diver­se, da cogliere con il naso o con le orecchie, da toccare e da gustare …

Di seguito sono descritte alcune semplici attività sensoriali, da svolgere individualmente o in gruppo.

La tavolozza dei colori

Fate ritagliare ai ragazzi alcune sagome simili alle tavolozze dei pittori. Ora avviate una ricerca di piccoli elementi naturali dai colori più disparati che quando è possibile si possono raccogliere e sistemare sulla tavolozza uno accanto all’altro con un po’ di colla o na­stro adesivo. Si potranno scegliere tutte le varianti possibili, anche solo strofinando sulla tavolozza l’oggetto rinvenuto, oppure concen­trando la ricerca solo sulle variazioni di marrone o di verde, o sui colori dell’ arcobaleno, o su quelli portati solo dai fiori o su tutti quelli rinvenibili su un solo albero, ecc.

Tutte le tavolozze potranno essere presentate in una mostra.

Il libro dei profumi

Procuratevi alcune tasche trasparenti con i fori da un lato in modo da poterle poi riunire in un raccoglitore ad anelli o legare con un nastro. In ognuna di esse va inserito un foglio bianco che farà da sfondo a tutte le “cose profumate” rinvenute.
Dopo la ricerca ogni campione va inserito in una busta, e sul fo­glio ne va scritto il nome, in modo che sia visibile a chi legge ( ad esempio: aghi di pino, muschio, fun­go, fiore di …). Potranno essere aggiunte anche sensazioni personali del tipo mi piace, mi fa starnutire, l’ ho già sentito …, assomi­glia a …., mi ricorda…
Ricordate di chiudere con un piccolo pezzo di nastro adesivo le buste in modo da conservare più a lungo il profumo. Chi sfoglierà il libro dei profumi potrà aprire le buste per infilarci il naso per poi richiuderle dopo l’ “annusata”.

Registrare i suoni della natura

In un giardino o in un bosco i suoni provengono da ogni direzio­ne e soltanto concentrandoci su uno di essi si può distinguere nettamente dagli altri.
Anche con un registratore portatile si ottiene una registrazione di molti suoni sovrap­posti. Ma si può cercare di isolare un suono dall’altro con un sempli­ce accorgimento. Basta usare un registratore a cui sia possibile collegare un microfono esterno; con del nastro adesivo o degli elastici sistemate il microfono in cima a un bastone, e intorno ad esso applicate un cono di cartone, possibilmente marrone o verde per renderlo più mimetico, aperto verso l’esterno.
Ecco fatto. L’ allungamento del microfono verso la fonte e il co­no di cartone, che favorisce la raccolta dei suoni un po’ come i padiglioni delle nostre orecchie, miglioreranno la qualità della registrazione.
Piano piano, nel corso di una escursione si potrà realizzare una documentazione sonora.
Un suggerimento. Se nel corso dell’ escursione avete scattato delle diapositive, potrete mostrarle al pubblico usando come colonna so­nora la registrazione.

Con gli occhi di …

Con questa attività, che può essere svolta ovunque, anche a scuola…., si invitano i ragazzi ad immaginare di trasformarti in un animale.
Potranno vestire i panni di una formica, di un picchio, di un ric­cio, di un falco, di un ragno, diuna farfalla, di un pidocchio…. o di chi altro si vuole.
L’importante è la piena immedesimazione, che permetterà ai ragazzi di variare il loro punto di vista. Alle formiche tutto diventerà enorme, e dovranno pensare di muoversi a strettissimo contatto con il terreno.
I falchi avranno un punto d’osservazione in alto, in volo o posati, con gli occhi attenti ai movimenti di una pos­sibile preda.
Dopo aver approfondito un poco le conoscenze sull’animale che ogni ragazzo vuole interpretare, tutti possono provare a raccontare una giornata del proprio ani­male.
Come si muove? Cosa fa? Chi incontra? Cosa cerca? Da chi sta alla larga? Dove si rifugia? A che ora se ne va in giro? Quando e dove riposa?
Ogni storia potrà diventare un racconto o un fumetto, e narrare il ricco intreccio fra le storie degli altri animali. Ad esempio la fuga di un topolino da un rapace, la disputa canora di due maschi di pettirosso, le strade sotterranee di un lombrico e di una talpa, le vicissitudini di una formica alle prese con una grossa briciola di pane, ecc.

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Scritto da Maria Antonietta Quadrelli

Maria Antonietta Quadrelli è responsabile nazionale dell'Ufficio Transforming Culture del WWF. Si occupa di educazione per l'ambiente e per la sostenibilità dal 1984 progettando e gestendo materiali e percorsi di sensibilizzazione rivolti alla scuole e formazione per educatori. Ha pubblicato numerosi articoli, dossier e libri. Ama leggere e passeggiare.

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