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Mongolia, avventure in bicicletta! 3a Puntata

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Ingegnere elettronico, vegetariano, ambientalista incallito, Marcello ha nel suo curriculum una serie infinita di viaggi in bicicletta, tra cui l’Alaska. l’Islanda e il Tibet. A settembre ha pedalato per quasi tre  settimane in Mongolia. Ecco il resoconto di questo suo straordinario viaggio! 3a Puntata


IL DIARIO DI VIAGGIO

DSCN09107/9/2014

Arrivo ad Ulanbator. Bilegt (efficientissima) è all’aeroporto ad attendermi e mi porta in un appartamento (6 euro a notte) in città a tiro di bici dal centro. Ulanbator è una bolgia di smog, polvere e clacson. Monto la bici e faccio gli ultimi acquisti.

8/9/2014

Partenza da Ulanbator direzione sud-ovest alla volta di Kharkhorin. Uscendo dalla città devo fare molta attenzione alle buche nell’asfalto e alle macchine che mi sorpassano senza tanti riguardi, indispensabile lo specchietto retrovisore. Alle 17 del pomeriggio ho percorso 100 km su asfalto e metto giù la tenda in mezzo alla steppa. In cielo, una luna quasi piena fa spettacolo.

9/9/2014

Anche oggi si pedala su asfalto in un continuo saliscendi che alla fine della giornata dopo aver percorso 100 km il GPS segnalerà come una salita totale di 1200 metri. Dormo di nuovo in tenda nella steppa illuminato dalla solita luna che continua a sorprendermi. Il fatto è che a giro di orizzonte non si vede nemmeno una luce e il cielo quindi non risente di alcun inquinamento luminoso.


DSCN106410/9/2014

Pedalo ancora su asfalto. A tratti la strada asfaltata è interrotta per lavori e spinge le macchine su una pista parallela molto polverosa (immagino sia quello che mi aspetterà nei prossimi giorni). Per il momento però tiro dritto superando le barriere, la strada è tutta mia. Mi fermo dopo aver percorso 99 km controvento e salito un totale di circa 400 metri. Il vento può essere un problema, lungo la strada numerosi punti di ristoro a cui sosto per riprendermi con una limonata. Notte passata di nuovo in tenda nella steppa.

11/9/2014

Primi conti dell’acqua, ad oggi ho consumato circa 4 litri al giorno e non butto via nulla (per lavarmi alla sera uso al massimo mezza borraccia… avete presente i gatti? uguale). Percorro solo i 60 km che mi separano da Kharkhorin salendo poco più di 250 metri e alle 15:30 trovo una struttura dove dormirò la notte e farò la prima doccia calda da quando sono in Mongolia. Bevo per la prima volta l’airag (latte di giumenta fermentato), non mi piace molto.

12/9/2014
Partenza da Kharkhorin in direzione sud, intendo raggiungere Arvaikheer passando per Khujirt. Fino a Khujirt troverò strada asfaltata, ma dopo comincia l’avventura che sono venuto a cercare: le piste del Gobi. La pista si snoda tra le colline e alle 17:40 dopo 93 km avrò salito 860 metri. Pomeriggio di pioggia fine, ma insistente, che fa precipitare la temperatura a 3 gradi centigradi. Il tempo di mettere giù la tenda con le dita intirizzite che comincia a nevicare. L’attrezzatura però è all’altezza della situazione e passerò la notte al caldo nel silenzio ovattato tipico delle nevicate.


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Fuori è tutto bianco compresa la bici interamente coperta di neve, ma sorge il sole. Aspetto che la temperatura salga sopra lo 0, tolgo il ghiaccio dai pignoni e dal deragliatore e riparto alla volta di Arvaikheer dove arrivo alle 15 dopo soli 45 km. A 2200 metri faceva freschino e ho dovuto indossare i capi pesanti. Questa sera dormo addirittura in un hotel, ma l’acqua è fredda (ghiaccia) e potete immaginare la scena della doccia a cui non rinuncio.

14/9/2014
Si parte all’avventura su una pista mappata sul GPS, direzione sud-est verso Dalanzadgad. Per le 17:30 avrò percorso i 78 km che mi separano da Bayangol. I problemi sono la sabbia e le calaminas che mi costringono a scendere e a spingere frequentemente la bici. La fila alla casa della doccia è stata fantastica, abbiamo parlato molto a gesti e con qualche parola di inglese aiutati da un dizionario inglese-mongolo che una bambina è stata spedita a prendere a casa. Seconda doccia calda. I bambini sono uno spettacolo. Dormo in una stanza in una struttura.

15/9/2014
Ancora sulla pista. Raggiungo Saikhan-Ovoo alle 16:30 dopo 60 km. Incontrata la prima mandria di cammelli al pascolo da sola. Il deserto è deserto: sole, polvere, vento e a tratti freddo. Dormo in una struttura e la signora mi prepara anche cena (una zuppa calda con dentro un po’ di tutto) al costo di 2 euro circa. Vedo dalla finestra (per fortuna) la mia prima tempesta di sabbia.

16/9/2014
Partenza per Mandal-Ovoo che non potrò raggiungere in giornata. Mi fermo alle 18 dopo 80 km e metto giù la tenda in mezzo al deserto. Il cielo stellato è qualcosa che non si può descrivere.

17/9/2014
Partenza e arrivo a Mandal-Ovoo alle 13:45 dopo soli 34 km. La tappa però è stata dura a causa della sabbia. Sono anche finito a gambe all’aria ben 3 volte per non aver saputo scendere al volo quando era necessario. I bambini continuano a ballarmi intorno, vogliono provare la mia bicicletta. Acconsento dopo aver prudentemente smontato lo specchietto. Loro girano intorno ed io scatto fotografie. Dormo in una struttura del villaggio.


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Decido di scorciare un po’ il percorso programmato perché sono in ritardo e invece di proseguire per Dalanzadgad taglio ad est per Tsogt-Ovoo. La pista deve esserci per forza (mi dico), il problema è che non è mappata sul GPS. Parto per un percorso di 100 km di cui conosco soltanto la direzione: una retta rosa sul display del GPS. Alle 13, stanco di serpeggiare a destra e a sinistra di quella retta rosa su piste che continuano ad andare per i fatti loro, metto la ruota anteriore nella direzione giusta e mi butto fuori pista. Ci deve essere un Dio che sorveglia gli incoscienti perché dopo nemmeno un’ora ho la netta sensazione di aver incrociato la pista giusta anche se appena percepibile. La sensazione si rivelerà corretta e dopo un percorso che si snoda sulla sommità di dune rosse, eredità di un vulcano primordiale, metterò di nuovo la tenda nel deserto a poca distanza da Tsogt-Ovoo. Percorsi 76 km a serpe e consumati 5 litri di acqua, oggi giornata dura.

19/9/2014
Partenza alle 9:30 e arrivo a Tsogt-Ovoo dopo 52 km. L’avventura pura è finita. Da domani sarò sulla main road diretto a nord insieme a macchine, pullman e camion. Dormo in una struttura del piccolo insediamento e ceno in una piccola locanda. Bevo per la prima volta il tè al latte, bollente e molto buono.

20/9/2014
Sorpresa!! Mi aspettavo una main road polverosa fino a Mandalgovi ed invece c’è un bel nastro di asfalto nuovo nuovo. La bici non si fa pregare e alle 18 mi avrà regalato 121 km. Dormo in tenda nel deserto che continua a circondarmi con la sua bellezza nonostante il nastro di asfalto che lo attraversa. Oggi ho consumato 4 litri di acqua.

21/9/2014
E’ tutta la notte che tira un vento indiavolato da nord e la temperatura fuori è di 4 gradi. Aspetto un po’ nella speranza che cali, ma alle 11 stanco dello sbatacchiamento della tenda decido di partire (con il vento nel viso, ghiaccio per giunta). Raggiungo Mandalgovi la sera all’imbrunire dopo aver percorso (tribolato) 60 km e mi infilo in un Hotel. Terza doccia calda, e mai doccia fu più gradita.

22/9/2914
Fermo a Mandalgovi. Visito il museo, il mercato, i negozi e scatto foto. I bambini mi salutano per primi in inglese “Hi”.


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Partenza da Mandalgovi e oggi il vento è a favore. Gambe e bici vogliono la rivincita e alle 17 avrò percorso 144 km in un saliscendi totale di 653 metri. Mi ferma un fronte nero all’orizzonte che non promette niente di buono. Metto giù la tenda come se dovessi affrontare una tempesta, cucino sul fornello Primus e mi addormento pronosticando un drastico peggioramento delle condizioni atmosferiche. La temperatura è scesa a 6 gradi. Alle 2 di notte però il cielo è parzialmente stellato e fa ben sperare nonostante la temperatura sia calata a 3 gradi.

24/9/2014
Alle 7 di mattina la temperatura è di 2 gradi, questo rientro a nord mi porta inevitabilmente verso una regione più fresca. Il vento è di nuovo da nord, ma non è indiavolato come quello di un paio di giorni indietro e alla sera dopo aver percorso 96 km avrò raggiunto Zuunmod. Entro in un caseggiato con su scritto hotel dove farò la mia quarta doccia calda. Il gestore a cenni mi fa capire che la bici deve restare fuori, io mi oppongo ed entro con la bici e a gesti faccio chiaramente capire che se gli va bene la lascio nel corridoio, altrimenti la porto in camera. Si mettono a ridere e decidono che il corridoio va benissimo.

25/9/2014
A 10 km da Zuunmod finisce il nastro di asfalto e comincia l’inferno. Un camionista per strada però ieri mi ha consigliato di deviare ad est e di entrare ad Ulanbator da quella direzione per evitare l’inferno dei lavori in corso. Mi adeguo, il consiglio si rivela giusto e dopo un percorso di 66 km rientro ad Ulanbator con il suo smog, la sua polvere e i suoi clacson. La temperatura scende ulteriormente e alle 13 il termometro segna 11 gradi. L’avventura è finita, Bilegt (sempre efficientissima) mi sta aspettando davanti all’appartamento con le chiavi in mano. L’avevo chiamata 15 minuti prima al cellulare. Quinta doccia calda.


P101032326 e 27/9/2014
Giro in lungo e largo Ulanbator con la bici. Ho imparato a trattare gli autisti mongoli e mi faccio intendere saltando dai marciapiedi alla strada a seconda dell’occorrenza. Visito lo state department store e negozietti equo solidali per acquistare ricordi e regalini da portare in Italia.

28/9/2014
Alle 4 e mezza del mattino fuori nevica e Mejet mi accompagna all’aeroporto. Mi sono perso la sesta doccia calda perché mi sono svegliato tardissimo. A Roma mi scanseranno anche quelli che chiedono l’elemosina, l’aspetto non deve essere bellissimo. Fine di un sogno, ci sarà una prossima volta?

CONTINUA……

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Scritto da Marcello Demi

Ingegnere elettronico, lavora presso la Fondazione Toscana Gabriele Monasterio per la ricerca medica ed insegna alla Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali dell'Università di Pisa. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni scientifiche e brevetti nonché numerosi viaggi in bicicletta tra cui spiccano luoghi lontani come l'Alaska, l'Islanda, l'altopiano del Tibet e la Mongolia e luoghi più vicini come la Scozia, i Pirenei, il Peloponneso, la Corsica e la Sardegna . E' delegato WWF per la Toscana.

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