Tel: 06/85376501 info@wwftravel.it

Vacanze WWF
 

Natura romana: l’Oasi di Macchiagrande

Una normalissima domenica di inizio giugno, una brezza piacevole, qualche nuvola in cielo e tanta voglia di passare una giornata immersi in natura.

Sono passati anni, ma ogni volta che arrivo all’incrocio tra Via della Veneziana e Via di Castellammare rimango ancora affascinato dalla vista dello scorcio dell’Oasi di Macchiagrande che si intravede dalla strada, oltre i campi coltivati a carote.

Scendo dalla macchina, apro il cancello di legno e davanti a me ho questa lunga strada sterrata che profuma di polvere di cui non riesco a vedere la fine, costeggiata da una varietà di piante della macchia mediterranea tra cui il lentisco, fillirea, corbezzolo, mirto e ginepro; l’erica, la ginestra e i cisti con i loro colori accesi e profumi inebrianti, incitano gli insetti pronubi come api e bombi a bottinare nettare e trasportare polline.


E poi, è proprio questa la stagione in cui gli occhi dei bambini spesso si illuminano di stupore quando all’ingresso dell’oasi scoprono lo stagno didattico dove poter osservare le rane verdi in canto e i girini che nuotano frenetici; e che meraviglia quando grandi e piccoli si accorgono di avere a pochi passi da loro un esemplare di testuggine comune simbolo dell’oasi che, da buon padrone di casa, magari gli “fa strada” in uno dei sentieri natura.

È si, perché i sentieri sono tanti come quello della lecceta, della macchia, e quello della duna che porta fino al mare!

E mentre si passeggia, specialmente la mattina presto o nel tardo pomeriggio, può capitarvi di scorgere l’occhio vigile di Pompeo che vi guarda incuriosito; per chi non lo sapesse Pompeo è da anni la nostra mascotte, un daino adulto di oltre dieci anni che spesso e volentieri arriva a farsi una passeggiata fin quasi al cancello di entrata, alla ricerca di erbe, foglie, germogli e bacche di cui è particolarmente ghiotto!

I daini fanno parte della famiglia dei cervidi e la loro caratteristica principale è la presenza del “palco”: sono corna presenti solo nei maschi, grazie a cui combattono tra loro per il possesso del territorio e delle femmine del gruppo.

La caduta dei palchi avviene di anno in anno, principalmente nel mese di maggio… per questo abbiamo avuto la fortuna di trovarne diversi, alcuni anche durante le visite guidate delle scolaresche, sotto l’occhio sorpreso e divertito dei componenti del gruppo!

Non è infatti cosi scontato vedere gli animali che vivono in oasi, anche perché la maggior parte dei mammiferi sono crepuscolari; ciò significa che compiono le loro funzioni vitali di notte o nelle prime ore del mattino, quando la luce non è ancora tanta e noi dormiamo.

In ogni caso ci sono numerose tracce che testimoniano il loro passaggio e che un osservatore attento e vigile potrebbe scorgere.

Tra le più comuni gli aculei dell’istrice, un grosso roditore: si ciba principalmente di frutti caduti dagli alberi, tuberi e radici e vive all’interno di tane, che spesso condivide con la volpe e il tasso… si avete capito bene.. in un vero e proprio condominio naturale.
sentiero_duneUn’altra traccia “curiosa” è la presenza di particolari escrementi di colore arancione…di chi potranno mai essere? le risposte che ci vengono date sono tra le più stravaganti, ma quasi nessuno arriva a capire che sono della volpe, ghiotta delle carote coltivate nei campi adiacenti all’oasi..peccato che non le digerisca bene, motivo che spiega la tipica colorazione dei suoi escrementi!!!

Ad un certo punto usciti dal sentiero del bosco ci si trova immersi in un paesaggio agrario dove le graminacee cullate dal vento la fanno da padrone e un canale di bonifica ci rammenta la storia del territorio e dei braccianti veneti.

E non è finita qui, basta alzare uno sguardo al cielo o inoltrarsi fino alla zona umida presente nell’Oasi, per rendersi conto che gli uccelli sono un altro importante gruppo di animali che contribuisce all’elevata biodiversità dell’area.

Proprio lo stagno costituisce infatti un importante sito di sosta e svernamento di moltissime specie acquatiche, tra cui anatidi, garzette, aironi bianchi e cenerini, cormorani e falchi di palude. E tra gli uccelli come dimenticare i rapaci, oggetto di una delle visite in notturna organizzata ad Aprile: interagire con un allocco e una civetta è stato un privilegio a dir poco emozionante, oltre che unico!

Potrei continuare a parlare per ore di quest’Oasi, cosi come vi invito a non perdervi altri due gioielli come l’Oasi WWF Vasche di Maccarese e Bosco Foce dell’Arrone – la “neonata”, acquisita grazie alla campagna del 2011 “Una nuova Oasi per te” – entrambe a pochi Km di distanza da Macchiagrande… la cosa migliore è lasciare che siate voi a scoprire le bellezze che la natura ci offre a due passi da Roma, che solo in parte sono riuscito a descrivere..data la loro immensità.

Il sito dell’oasi d Macchiagrande, con le informazioni su come arrivare>>

 

.

Scritto da Riccardo Di Giuseppe

Riccardo Di Giuseppe, si è laureato in scienze naturali alla Sapienza di Roma. Da 13 anni lavora presso l'oasi WWF di Macchiagrande come Guardia Oasi dove è entrato per la prima volta a 18 anni svolgendo il servizio civile; da allora l'oasi è la sua seconda casa. Impegnato in ricerche scientifiche sugli anfibi, si occupa di conservazione della natura,tutela della biodiversità e divulgazione scientifica. La sua soddisfazione più grande è quella di essere conosciuto dai più piccoli come "Riccardo dell'oasi".

Multimedia

image description

Catalogo

image description

Magazine

image description