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Snorkeling: alla ricerca del mollusco (bivalve) più grande del Mediterraneo!

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Ecco un nuovo appuntamento nel nostro viaggio nella Natura del Mediterraneo. Oggi conosceremo uno degli organismi più rappresentativi e peculiari del Mare Nostrum che potremo incontrare in vacanza, durante le nostre attività di seawaching: Pinna nobilis.


pinna.1Per andare a scoprire questo particolare animale, andremo sui posidioneti, ambienti ricchissimi di vita ma, come abbiamo visto in un precedente post, non facili da interpretare. Potremo trovare questo mollusco in mezzo alle fronde del posidioneto o ai suoi margini, su un fondale sabbioso. Impossibile che sfugga alla vostra attenzione! In pratica è una enorme cozza piantata con la punta nella sabbia, che guarda verso l’alto. E’ il mollusco bivalve più grande del Mediterraneo: due valve unite che possono arrivare a una lunghezza di oltre 1 metro, molto facilmente riconoscibile. Se riusciamo ad avvicinarci pian piano, potremo riuscire a vedere al suo interno dei “pettini“. Sono le  branchie, l’apparato di respirazione e di filtrazione, una sua caratteristica affascinante, comune a tutti i molluschi bivalvi, chiamati anche lamellibranchi proprio perché hanno delle branche che assomigliano a dei pettinini.

Se saremo molto bravi e pazienti riusciremo anche a osservare un piccolo gamberetto bianco semi trasparente, non facilmente riconoscibile, che vive all’interno di Pinna nobilis. In pratica si danno vicendevolmente una grossa mano: il mollusco dà protezione al minuscolo crostaceo, mentre il gamberetto lavora come una piccola sentinella: quando avverte una sensazione di potenziale insicurezza, si sposta verso la parte più profonda del bivalve; questo movimento viene letto come avvertimento di pericolo e Pinna nobilis serra quindi le sue valve.

pinna.2Pinna nobilis è protetta dalla CITES, la convenzione internazionale che regola il commercio delle specie selvatiche; è diventata infatti rara, in quanto in passato è stata pescata intensamente anche per vendere le sue valve ai turisti. Un altro  motivo della sua scomparsa è la progressiva distruzione dei posidioneti.  La sua presenza nel Mediterraneo, di cui è specie endemica, ossia che si può trovare solo in questo mare,  si è ora consolidata. Quando la scovate prendete solo delle foto ma evitate di toccarla o di sollevarla. E’ impossibile infatti riposizionarla in modo naturale; se cade sul fondo sarà ricoperta dalla sabbia!

Disegni tratti dal sito: http://www.lasetadelmare.eu

CLICCA SUL PANDA PER SENTIRE IL RACCONTO DI EMILIO SULLA PINNA NOBILIS

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Scritto da Emilio Mancuso

Emilio Mancuso (http://www.verdeacqua.org), è socio dell'Istituto per gli Studi sul Mare (che collabora con WWF NaTuRe per la realizzazione dei campi marini), istruttore subacqueo, appassionato di fotografia,viaggi e contaminazione con il mondo! E' inoltre consulente AIGAE (Associaizone Italiana Guide Ambientali Escursioniste) per il settore mare con l'obiettivo, da sempre, di condividere conoscenza, consapevolezza e passione per il mare.

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