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Souvenir pericolosi /2: Europa & Africa

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Se vuoi bene alla NATURA e se viaggi o vai in vacanza in Europa o in Africa, ecco alcuni consigli di souvenir che dovresti evitare di comperare!



caviarRUSSIA

In molti dei mercatini locali, specialmente a Mosca e a S. Pietroburgo, è possibile acquistare specie autoctone ed esotiche, come testuggini, serpenti, lucertole, gechi, pappagalli, ma attenzione poiché il commercio internazionale di questi esemplari è regolamentato. Il caviale acquistato, per esempio, è importabile in Europa solo per uso personale e fino ad un massimo di 250 gr. a persona; superata tale quantità occorre richiedere un permesso di esportazione e di importazione. In entrambi i casi, comunque, è bene acquistare solo caviale che riporti la scritta CITES sulla confezione.

PAESI DEL MEDITERRANEO
Nei luoghi di villeggiatura che costeggiano il Mediterraneo è possibile trovare conchiglie di specie marine originarie del Pacifico meridionale (come per esempio la tridacna): tutte le conchiglie giganti richiedono un certificato per poter essere commerciate in Europa. In alcuni paesi si possono ancora trovare in vendita giacche in maculato e gioielli in tartaruga, avorio e altri prodotti derivati da specie selvatiche, il cui commercio in molti casi è vietato a livello internazionale.


Tabarka, TunisiaNORD AFRICA

Nei variopinti mercati nordafricani è spesso possibile trovare in vendita una vasta gamma di articoli ottenuti da parti di animali o piante selvatici (come per es. strumenti musicali e mantici per focolare in tartaruga e prodotti di pelle di rettile), o addirittura esemplari vivi: molti di questi souvenir, come pure gli esemplari vivi di testuggini, camaleonti o lucertole richiedono un certificato, mentre altri potrebbero essere del tutto vietati nel commercio internazionale (e, quindi, non importabili in Europa).

KENYA
Il Kenya vieta la raccolta dei coralli e l’esportazione dei prodotti in avorio (zanne di elefante e corna di rinoceronte), oltre agli articoli ricavati dalle tartarughe marine (carapaci, gioielli e pettini). Inoltre, la legislazione nazionale vieta anche il commercio di articoli in pelle di rettile, come valigette, cinture, scarpe, cinturini di orologio, portafogli ed è, quindi, vietato esportare tali oggetti. Pertanto, nonostante sia permesso il commercio di alcuni prodotti di specie selvatiche, è bene sempre informarsi sulla necessità di avere una licenza, specialmente per quanto riguarda l’esportazione di piante, insetti e conchiglie.


agente_edward parker_wwfcanonTANZANIA

In Tanzania è proibita l’esportazione di tutti i prodotti in avorio (ricavati da zanne di elefante e da corna di rinoceronte), così come le giacche e gli altri articoli in pelle di felino (come ghepardo e leopardo) e anche il commercio di alcune piante come le orchidee e le cicadacee e la raccolta o la cattura dall’ambiente selvatico di esemplari sia vivi, che morti di piante o animali. Occorre un certificato per portare a casa trofei di ippopotamo o di facocero, pelli di rettile (come pitoni e coccodrilli), di zebra e di antilope, coralli, tridacne e tutte le conchiglie in genere, sia vive che morte, piante tipo aloe e alcune in legno duro, come pure tutti gli animali vivi, compresi gli insetti.

REUNION, MAURITIUS & SEYCHELLES
In queste località gli articoli in tartaruga (come per esempio i gioielli) possono essere venduti come souvenir, ma anche nel caso in cui sia presente un’etichetta che specifichi l’allevamento in cattività degli esemplari utilizzati, gli oggetti potrebbero comunque essere sequestrati all’ingresso in Europa, poiché si tratta di specie e derivati il cui commercio è strettamente regolamentato a livello internazionale. Attenzione, quindi, a quello che si compra!

ZIMBABWE
Pensateci bene prima di comprare sculture o bracciali d’avorio. Sebbene la vendita di avorio sia legale in Zimbabwe, in altri stati non lo è e al vostro ritorno a casa potrebbe esservi sequestrata la merce. Tuttavia, con appropriati permessi, i denti di ippopotamo o le zanne di facocero possono diventare degli accettabili sostituti.


a_polyphylla_leftSUDAFRICA

Le cicadi, descritte dagli esperti come fossili viventi, sono certamente tra le più insolite piante che vi capiterà di vedere in questo paese. Per non incorrere in equivoci, evitate di acquistare piante tipiche della flora sudafricana, della cui provenienza non siete certi (la quasi totalità di esse sono raccolte direttamente in natura e non sono coltivate), incluse la maggior parte delle piante grasse. Tranne che in speciali circostanze, l’esportazione di animali, piante e loro parti e prodotti è tenuta sotto stretti controlli dalle leggi sudafricane ed internazionali, senza contare che le importazioni sono spesso bloccate da restrizioni sulla quarantena sanitaria. L’acquisto delle bellissime composizione floreali reperibili negli aeroporti, invece, sono solitamente souvenir sicuri.

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Scritto da Massimiliano Rocco

Massimiliano Rocco, responsabile programma TRAFFIC (Trade Records Analysis of Flora and Fauna in Commerce) e Specie del WWF, da oltre 20 anni lavora con il TRAFFIC Internazionale, con una specifica esperienza sul commercio dei pappagalli e degli uccelli rapaci.

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