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Yellowstone NP: ecco come lavorare nel parco più antico del mondo!

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Ecco l’esperienza di Maura, che ha passato un’estate a lavorare nel Parco Nazionale Yellowstone, il più antico e famoso parco degli Stati Uniti.  1a puntata!


Prima di decidere di lavorare in estate nel Yellowstone National Park (negli Stati Uniti), non avevo davvero idea di dove stessi andando; pensavo, infatti, che avrei vissuto per mesi in un’area naturale lontana dalle città e dai cellulari, facendo eventualmente qualche escursione nei dintorni. Non avevo in realtà compreso che cosa significasse, nel profondo, la parola “wild” in inglese.yellowstoneIl Yellowstone National Park è stato il primo parco nazionale al mondo, fondato nel 1872. L’idea alla base era di preservare un vasto territorio dalla modernizzazione che aveva già cambiato la fisionomia (territoriale e sociale) del versante orientale degli Stati Uniti e allo stesso tempo di trasformare un’area naturale in un simbolo per una nazione nascente.

Il Parco è situato per tre quarti nello Stato del Wyoming e include anche una piccola porzione dei territori del Montana e dell’Idaho; grande quanto il territorio della Lombardia, possiede cinque gate: noi arriviamo percorrendo la U.S. Route 89 (dopo essere atterrati nell’aeroporto di Bozeman, in Montana) ed entriamo nel parco dal lato settentrionale, nell’area di Mammoth. Cinquantasette chilometri più a sud, su un altipiano di oltre duemila metri, si trova l’area dove lavorerò per i prossimi mesi: Canyon Village, il cui toponimo deriva, come facilmente si può immaginare, da un canyon che fende l’altipiano e fra le cui pareti scorre il fiume Yellowstone.
yellowstoneLa prima volta che mi sporgo su uno dei parapetti in legno che si affacciano sul canyon, ho quasi le vertigini, tali sono le emozioni che mi sconvolgono. Avete mai provato una sensazione simile? Rimanere ammutoliti per la bellezza della natura dinanzi a voi? Il colore principale del canyon è un vibrante giallo ocra, che si declina in delicate sfumature color corallo. Le piante di conifere riescono a crescere solo lungo i suoi margini, per poi diradarsi e lasciare spazio alla roccia e ai suoi pinnacoli, dove le aquile hanno trovato dimora per i loro nidi.
Decine di metri più a valle si può osservare il fiume scorrere lentamente e immutabile. Ma ciò che mi colpisce subito sono il silenzio e la calma che mi circondano. L’unico rumore è il suono del vento che attraversa il canyon, plasmandolo, così come fa da centinaia di anni.
yellowstoneIl primo insegnamento che ci è dato vivendo nel Parco è quello di rispettare la natura e ciò significa: non fare escursioni da soli per le foreste (dove vivono molti orsi grizzly) e non avvicinarci agli animali, anche quelli che possono sembrare, erroneamente, docili (come i bisonti). Questo non mi impedisce però di fare a volte delle escursioni lungo i crinali del canyon. E così esco dalla mia camera e percorro in religioso silenzio la foresta che separa il Canyon Village dal canyon vero e proprio e quando ci arrivo, riemergo ogni volta nella “civiltà”: la strada asfaltata, i suv, le famiglie obese, i bambini dai vestiti sgargianti, il fruscio dei pacchetti di patatine, gli occhiali da sole alla moda, i teen-ager annoiati con il cellulare in mano,le macchine che arrivano e i camper che partono, le persone al telefono e gli anziani che si spalmano la crema solare. Supero la “specie umana” e mi immergo di nuovo fra gli alberi, nel sentiero che costeggia il bordo nord del canyon (il North Rim Trail).
yellowstoneLa foresta è spesso silenziosa, incontro poche persone lungo il cammino. Se mi dirigo verso il lato sud del canyon, molte volte la mia seconda meta è un torrente che s’incontra verso metà percorso: mi chiama invitante con il suo greto pietroso e i suoi cespugli profumati e ogni volta faccio una piccola deviazione per potermi sedere lì vicino. L’acqua è gelida ma dopo pochi minuti i piedi si abituano e posso stendermi e rilassarmi al suono dell’acqua, allo scrosciare della corrente contro le rocce. È pace.

Penso alla montagna da cui si origina questo torrente, agli animali che si staranno abbeverando a monte o a valle, alle libellule che volano a pelo d’acqua danzando, a quella natura che sembra sogno e incubo, che mi circonda come un abbraccio materno e una morsa soffocante. Dopo continuo sempre la mia escursione e arrivo dall’altra parte del canyon; il sentiero qui passa vicino alla seconda cascata del fiume (le Low Falls), immensa, potente e caratterizzata da un costate arcobaleno sopra le nostre teste. La prima volta che l’avevo vista mi ero ammutolita per minuti interi, era la prima volta che osservavo la potenza dell’acqua così da vicino, dei suoi ettolitri scorrere con violenza lungo le pareti del canyon per poi scaraventarsi in aria e precipitare per metri e metri nel vuoto prima di infrangersi nella roccia a valle.
yellowstoneUn giorno riesco a vedere anche un orso bruno non troppo distante da me insieme ai suoi cuccioli e l’emozione, di nuovo, mi coglie impreparata. La paura e la meraviglia si intrecciano e con in mano la macchina fotografica, mi stendo per terra, cercando di non fare alcun rumore. Sono cresciuta per 20 anni in città e devo ancora abituarmi alla facilità con cui ogni giorno posso incontrare gli animali lungo il cammino.

Imparo, infatti, che la natura che mi circonda é sì affascinante ma anche pericolosa. E’ come se riacquistassi quel timore reverenziale e primitivo che avevano i nostri antenati nei confronti della natura stessa, delle tempeste e degli animali selvatici. Giorno dopo giorno vivendo qui, nel Yellowstone National Park.


yellowstoneINFORMAZIONI PRATICHE

Come arrivare e come muoversi all’interno

L’aeroporto principale da cui arrivare al Yellowstone National Park è a Bozeman, nello Stato del Montana. I gate di accesso al parco sono cinque e a seconda del periodo dell’anno, sono tutti accessibili (tranne alcuni nei mesi invernali a causa della neve). Dall’aeroporto di Bozeman c’è un servizio di pullman operativo tutto l’anno che vi permetterà di arrivare al gate di West Yellowstone; da lì potrete girare il parco con il servizio di navette interno. Onestamente la maggior parte dei turisti utilizza però la macchina per spostarsi nel parco (anche a causa delle sue dimensioni); se voleste noleggiare una bicicletta o un altro mezzo alternativo, ricordatevi di farlo in uno dei numerosi centri all’entrate del Parco (dopo non vi sarà più possibile).


yellowstoneCosa fare nel Parco

C’è solo l’imbarazzo della scelta! Se andrete nei mesi invernali sappiate che molte aree del parco non saranno raggiungibili a causa della neve ma vi sarà comunque possibile praticare, per esempio, lo sci di fondo a Mammoth e Old Faithful; personalmente vi consiglio, però, di visitare il parco nei restanti mesi dell’anno, partendo ogni giorno la mattina presto (per evitare code nelle vie più trafficate). Le attività sono numerose: per le escursioni sono disponibili mappe e molti libri sul tema (con i vari percorsi divisi per difficoltà) nei Visitor Center che troverete dislocati nelle aree principali del parco; potrete noleggiare un’imbarcazione a Bridge Bay per esplorare il Yellowstone Lake; se vorrete rilassarvi dopo una lunga giornata di cammino, potrete immergervi nel Firehole River, dove il confluire dell’acqua calda di un vicino geyser permette la balneazione in questo fiume.

Il consiglio generale che posso darvi è pertanto di passare almeno una settimana in questo splendido parco perché la varietà di paesaggi è tale (dalle foreste ai geyser, dai vulcani di fango ai laghi), da non stancare mai.

Maura Calabrese

CONTINUA…

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Scritto da Maura Calabrese

Incomincia a viaggiare sin da bambina perché la madre è sarda e un'isola non è mai facile da raggiungere; cresce in Puglia e diviene socia del WWF a otto anni per salvare le tartarughe Caretta Caretta nell'oasi WWF pugliese. Decide in seguito di dirottare la sua curiosità verso le culture diverse e si trasferisce a Venezia per studiare la lingua giapponese. Vive qualche mese in Giappone e poi si specializza nel campo del turismo sostenibile. Per scrivere la tesi di laurea lavora nei mesi estivi nel Parco Nazionale di Yellowstone (Stati Uniti) e fra geyser e orsi, ci lascia il cuore. Ora gestisce un blog di viaggi (Radici di mandorle) dove racconta di tutto questo e molto altro.

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